Chiesa di S. Nicola di Bari

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  • DESCRIZIONE La vhiesa di San Nicola di Bari è tra le più interessanti della Presila e la sua facciata domina dall’alto il paese. Essa è stata eretta seguendo come modello la facciata del duomo di Cosenza. Il campanile è completamente isolato dal resto della struttura e custodisce una campana di bronzo che reca la seguente iscrizione: "magister Joannes Mauro a Grimaldi, A.D. 1750". Il primo impianto è molto antico, ma non si ha una datazione certa di quando sia stato realizzato. E' però certa la data di realizzazione del rosone, che risale al XV secolo. Dando un'occhiata attenta alla sua struttura, si possono leggere i vari rimaneggiamenti che l’hanno interessata nel corso dei secoli, dalla sua fondazione fino al XX secolo. L’interno è a tre navate. Il soffitto, a cassettoni di legno decorato, è stato restaurato nel 1742. Nella navata sinistra, il primo altare, in pietra scolpita in maniera mirabile, venuto alla luce in seguito ad alcuni scavi, perché precedentemente inglobato nella muratura, custodisce una tela del Rinaldi dipinta nel 1908 e raffigurante l’Assunta con San Nicola e Santa Lucia. Accanto si trova una piccola tela del Battista di Settimio Tancredi, mentre di fronte un'acquasantiera in tufo del 1742. Più avanti, si può notare una cappella con una bella tela del XVIII secolo, su cui Domenico Oranges ha effigiato San Michele Arcangelo. La seconda cappella ha un maestoso ingresso in pietra scolpita in stile barocco, ed è dedicata al crocifisso. L’altare, in legno lavorato, custodisce un crocifisso del XVI secolo. Segue una statua della Madonna del Rosario di G. Stuflesser. In fondo alla navata sinistra, vi è la terza cappella, dedicata a San Francesco di Paola, con statua di quercia del santo e affreschi con lo stesso soggetto del Tancredi. Sull’altare maggiore, portato da Bari nel 1937, è presente una tela raffigurante San Nicola di Bari di Cristoforo Santanna del 1790. Sulla navata destra, si trova un San Vincenzo Ferreri del Rinaldi dipinto nel 1906. In sagrestia, c'è un fonte battesimale del 1742. L’edificio conserva quindi uno spaccato dell’arte locale, che abbraccia più di cinque secoli, a testimonianza della ricca storia di uno dei principali casali di Cosenza. Fonti: Lorenzo Coscarella, Pietrafitta: vicende e curiosita di un casale presilano, in Esplorazioni cosentine (2013), https://esplorazionicosentine.wordpress.com/2013/06/23/pietrafitta-vicende-e-curiosita-di-uno-dei-casali-della-presila/ - Calabria Portal - https://www.calabriaportal.com - Webspace Monumenti - http://web.tiscali.it/pietrafitta/pietrafitta/pagine/monumenti.htm

DOVE SI TROVA

indirizzo via Libertà (CS), Calabria