censimento dei monumenti ai caduti della prima guerra mondiale A cura di: ICCD
Data di pubblicazione: 13-02-2017
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Descrizione: “Gli uomini muoiono veramente e non più uno alla volta, ma in gran numero, spesso a decine di migliaia in un solo giorno” Con queste parole S. Freud, nella conferenza Wir und der Tod che tiene nel febbraio del 1915 ai ‘confratelli’ della Società Umanitaria Israelitica “Wien”, sintetizza l’orrore sperimentato sui campi di battaglia e nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. La morte rientra prepotentemente alla ribalta del quotidiano e della coscienza umana mostrando come i miti positivistici e filantropici legati allo sviluppo capitalistico d’inizio secolo nascondano in sé l’orrore e la tenebra insiti nella volontà di potenza degli ideali nazionalistici. Come ha sottolineato M. Recalcati in un recente commento al passo freudiano “Morire non più uno alla volta significa che viene meno il tempo necessario del congedo e del pianto, del lavoro del lutto. Significa che la guerra trascina l’umano verso l’abisso senza fondo dello spettro ignoto, come accade al milite ricordato ritualmente. L’ignoto separa il cadavere dal nome: si muore sconosciuti tra sconosciuti, irriconoscibili, senza nome, ignoti”. La separazione fra i nomi e i corpi dei morti generata dall’ecatombe mai vissuta prima, progressivamente determina in tutta Europa la necessità della ricomposizione della frattura e dell’elaborazione complessiva del lutto che si è compiuto. Nasce quindi la necessità di una riflessione profonda sul dolore generato dalla morte di massa così che i familiari e i reduci riescano a sopportare e a vivere la vita dopo la guerra, accettando e dando un senso a quelle morti. Come in Francia, lnghilterra, Germania e Austria, anche in Italia il fenomeno della costruzione dei monumenti ai caduti ha una portata tale che oggi si stimano oltre 12.000 monumenti. La maggioranza di essi viene costruita nei primi anni del dopoguerra fino ai primi anni trenta, ma già dal 1917 compaiono le primi lapidi che presentano il nome dei caduti e che cominciano a segnare l’intero territorio nazionale con lo stesso intento: celebrare la morte ed esaltare il ricordo dei soldati tramite il nome. Il patrimonio dei monumenti ai caduti della Prima Guerra mondiale è quindi un tema storico assai complesso e stratificato di significati antropologici e culturali che merita un’analisi completa e esaustiva. Il caso dei monumenti italiani è molto particolare e si distingue nettamente dagli altri esempi europei. Il Progetto “Grande Guerra” è incentrato sul censimento dei monumenti ai caduti realizzati su commissione civica fra il 1917 e il 1940. A questo processo storico partecipano artisti di fama, manifatture, botteghe e fonderie locali che insieme compongono un panorama esteso delle tendenze artistiche dei primi decenni del secolo scorso. Attualmente sono stati catalogati circa 6.000 monumenti su l’intero territorio nazionale che in questo percorso sono presentati secondo un itinerario regionale. M. Lattanzi
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