Il recupero dei modelli classici nei monumenti ai caduti della I Guerra Mondiale: l’iconografia della Vittoria alata. A cura di: Valentina, Santoro
Data di pubblicazione: 08-06-2016
Visualizza su mappa
descrizione link
Descrizione: Al termine della Prima Guerra Mondiale, un conflitto lungo e sanguinoso senza precedenti, gli Italiani avevano bisogno di essere rassicurati: le perdite umane e materiali, le cicatrici di un orrore che avrebbe segnato per sempre la società del tempo, andavano giustificate agli occhi di un popolo stanco e sfiduciato. Non era facile raggiungere questo obiettivo. La maggior parte dei veterani, infatti, accusava il paese di averli accolti con indifferenza e abbandonati, privandoli della riconoscenza dovuta dopo tanti sacrifici. Per rispondere alla frustrazione e lo scontento della gente, una galassia di committenti diede vita a un’imponente opera di pedagogia nazionale attraverso l’erezione di migliaia di monumenti della memoria disseminati per tutte le regioni. Il conforto e il riconoscimento dei sacrifici e delle sofferenze patiti dagli Italiani sarebbero arrivati al popolo tramite immagini scolpite e parole incise nella roccia o sul bronzo. L’immagine della Vittoria ha rappresentato uno degli elementi portanti del linguaggio celebrativo e simbolico impiegato nei monumenti ai caduti italiani della Prima Guerra Mondiale. Raffigurata mentre incede recando lo scudo, il gladio e i simboli della gloria e del sacrificio (l’alloro e la palma), oppure nell’atto di premiare i caduti vittoriosi porgendo il serto d’alloro o abbracciandone il corpo, la Vittoria fece la propria comparsa fin dalla fine del conflitto su colonne, obelischi, cippi e lapidi dei monumenti ai caduti italiani. Seguendo schemi semplici e stereotipati, essa fu largamente impiegata come portatrice di un messaggio immediato e comprensibile ai più. La Vittoria, incedente e ascendente con sicurezza e leggiadria, avrebbe rassicurato lo spettatore, a imperituro ricordo che tanta sofferenza sarebbe valsa come tributo per un domani luminoso e sereno, dono per i posteri da chi aveva servito la Patria con coraggio e altruismo. La figura della Vittoria alata ben si prestava a rappresentare il cordoglio delle famiglie, di madri e mogli che rivedevano in parte se stesse, in parte un angelo accudente e rassicurante, nelle dolci figure femminili abbracciate ai soldati. In molti casi una stretta commistione con la scultura funeraria rendeva ancora più coinvolgenti e patetiche le scene con i combattenti feriti o morenti e quelle figure alate diventavano rappresentazioni ibride affini a iconografie cristiane quali la Pietà o l’ascensione al Paradiso, promessa di immortalità e di resurrezione. Più tardi, per enfatizzare le conquiste territoriali ottenute dalla guerra e il legittimo status di potenza civilizzatrice dell’Italia, il fascismo muterà l’immagine della Vittoria in una rigida e trionfalistica figura stante, dallo sguardo fiero e l’atteggiamento volitivo. Il regime si approprierà del culto dei caduti; la commemorazione lascerà il posto alla celebrazione, ma le Vittorie alate resteranno, foriere di nuovi messaggi propagandistici quanto mai distanti dalla precedente accezione pietosa e discreta.
  • Bibliografia
  • B. Tobia, Una patria per gli italiani. Spazi, itinerari, monumenti nell’Italia unita (1870-1900), Roma-Bari, Laterza, 1991
  • M. Mondini, La Guerra Italiana. Partire, raccontare, tornare. 1914 – 18, Bologna 2014
  • M. Mondini, La Guerra Italiana. Partire, raccontare, tornare. 1914 – 18, Bologna 2014, p. 359
  • S. Gnisci, La provincia di Viterbo e il culto dei caduti della grande Guerra, in P. Guerrini, M. Vittucci, Il Lazio e la Grande Guerra, 2001
  • V. Vidotto – B. Tobia – C. Brice (a cura di), La memoria perduta. I monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Lazio, Roma 1998
  • V. Vidotto, La Vittoria e i monumenti ai caduti, in Mélanges de l’école française de Rome, 112, 2, 2000
  • Link
Area personale

 
 
Registrazione per accedere ai
servizi esclusivi del portale
Loghi: Ministero dei Beni Culturali e ICCD

Al momento è possibile visualizzare solo i beni immobili o particolari tipologie di beni storico-artistici non associati ad un luogo di conservazione, pertanto la mappa potrebbe non presentare beni. Vai su Ok per proseguire.