La figura della donna nei monumenti ai caduti della Grande Guerra A cura di: Cristina Monaco, Orso Maria Piavento
Data di pubblicazione: 27-06-2016
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Descrizione: Accanto alla tradizionale presenza del soldato nei monumenti ai caduti, la cui iconografia è già oggetto di un percorso tematico specifico su questo sito, si nota in essi una consistente presenza della figura femminile. Questa offre una varietà tipologica che meriterebbe maggiore attenzione. In primo luogo, la figura femminile è assai spesso presente al fianco del soldato morente nell'atto di sorreggerlo, riprendendo un'iconografia religiosa assai nota nelle arti figurative, quella del Compianto funebre. In questi casi la donna può essere abbigliata con abiti contemporanei (rimandando all'archetipica figura della moglie o madre che piange il marito o figlio caduto) oppure vestita di ricchi panni classicheggianti, in atteggiamento severo e distaccato: si tratta, in questi casi, dell'allegoria della Patria. La raffigurazione della Patria è certamente quella più interessante, dal momento che presenta numerosi tipi e attributi iconografici differenti, spesso fondendosi con l'allegoria della Vittoria: sempre abbigliata di manti d'ispirazione classica, la sua identità è confermata dalla presenza della corona turrita o di un diadema sul capo nonché dalla presenza della bandiera italiana (o dello stemma sabaudo sul mantello); talvolta è armata con lancia o spada e scudo, rifacendosi alla classica iconografia di Atena o a quella più pacifica di Cerere (divinità della Terra, che si collega al concetto risorgimentale di Patria come madre generatrice). Di frequente la Patria presenta anche gli attributi della Vittoria alata (anch'essa tratta dalle tradizionali rappresentazioni del mondo antico), nell'atto di reggere una fiaccola, di deporre una corona d'alloro sul capo dei combattenti o di guidarli in battaglia: il tema è oggetto di un ulteriore percorso tematico, consultabile su questo sito. Vi sono, infine, altri esempi assai interessanti in cui la figura femminile è raffigurata senza l'afflato eroico che contraddistingue le immagini sin qui descritte: si tratta di immagini più composte, ma comunque ricolme di emotività. La donna, unica protagonista del monumento, rappresentata come semplice madre (o moglie) che piange il soldato caduto, è frequentemente accompagnata dai figli, oppure mostra loro fieramente l'elenco dei caduti, con l'intento di farlo apparire come exemplum all'osservatore.
  • Bibliografia
  • A. Becker, Les monuments aux morts, Paris, 1989, pp. 75-76.
  • G. L. Mosse, Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti, Roma-Bari, 1990.
  • J. Winter, Il lutto e la memoria. La grande guerra nella storia culturale europea, Bologna, 1998.
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