MANU. La tomba dei Cacni. A cura di: Lisa, Piccioloni
Data di pubblicazione: 29-06-2016
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Descrizione: Nelle sale del Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria si possono ammirare le urne e il corredo della tomba dei Cacni, frutto di un sequestro operato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma nel gennaio 2013, che costituiscono uno dei principali complessi funerari ellenistici rinvenuti a Perugia. Scoperta fortuitamente nel 2003 durante lavori edilizi nel quartiere di Elce, la tomba venne subito trafugata con l'intento di far confluire i reperti sul mercato antiquario. Durante il processo avviato dalla Procura della Repubblica sono emerse dalle testimonianze degli scavatori clandestini le dinamiche di rinvenimento della tomba: scavata nel banco di roccia naturale, era costituita da una sola camera quadrangolare, preceduta da un dromos di accesso e chiusa da una lastra di travertino. Al suo interno erano presenti un sarcofago ad inumazione sul lato di fondo, di cui si conserva soltanto il coperchio a doppio spiovente con columen centrale esterno rilevato, 22 urne cinerarie, disposte sui lati lunghi della camera funeraria, e il corredo funebre con materiali databili tra la fine del IV e gli inizi del I sec. a.C. Di questo sono stati recuperati 56 reperti ceramici, tra ciotole, bicchieri, piattelli, ollette, balsamari e kyathoi miniaturistici in ceramica comune, impasto buccheroide, pasta grigia e vernice nera, e alcuni oggetti in bronzo, pertinenti al fondatore dell'ipogeo e capostipite della gens, inumato nel sarcofago litico. Si tratta di un'armatura in bronzo, di cui rimane l'elmo, alcuni frammenti di scudo circolare e uno schiniere, una borchia, uno strigile, un'olpe e un disco di kóttabos, elementi tutti che testimoniano la ricchezza e la mentalità di questa famiglia aristocratica emergente. Il livello sociale medio alto della gens è documentato anche dalle urne in travertino, di forma quasi cubica, che conservano in alcuni casi la policromia e tracce di foglia d'oro applicata sulla superficie. I coperchi sono realizzati a forma di recumbente, oppure si presentano displuviati e decorati con pelte, rosette e anfore oppure lisci; è attestato anche un esemplare bisomo, raffigurante due coniugi recumbenti. La decorazione sulla fronte, per lo più a rilievo, presenta motivi spesso derivanti dal mondo greco, come il sacrificio di Ifigenia, il mito di Enomao, il combattimento tra Eteocle e Polinice, le celtomachie, grifi e Arimaspi, oppure ornamentali, come bucrani, scudi, ghirlande e rosette. Le 17 iscrizioni rinvenute sulle urne indicano come titolare della tomba la famiglia dei Cacni, già attestata a Perugia tra le gentes che vantavano diritti di sepoltura; questa tra la fine del IV e l'inizio del III sec. a.C., dopo la sottomissione di Perugia a Roma, inizia ad autorappresentarsi come gruppo gentilizio mediante la fondazione di un sepolcro comune, riservato prevalentemente alla linea maschile della famiglia, e l'adozione di modelli tipici dell'ideologia aristocratica, quali la guerra, il banchetto e l'atletismo. L'assenza di iscrizioni latine colloca la chiusura dell'ipogeo intorno alla metà del I sec. a.C.
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