Pietrabissara - resti di acquedotto romano (infrastruttura idrica acquedotto)

Isola Del Cantone, PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' antica/ Eta' romana

L’asta terminale del rio Borlasca per convincenti testimonianze di studiosi otto-novecenteschi (Bottazzi 1815; Monaco 1936) e vicini resti materiali è ritenuta uno dei punti di presa dell’acquedotto dell’antica Libarna. Secondo Monaco (1936), la presa d’acqua doveva essere nel punto in cui il Rio Borlasca si incanala nella breve e stretta vallata terminale. L’acqua veniva convogliata in una copertura artificiale, forse a partire dalla località Bric Boschetto, sulla sponda destra del Rio. Nel luogo detto la Cava è stato rinvenuto un imbocco dello speco, struttura con piedritti di mattoni e arcata in pietra; un altro imbocco era localizzato poco più a valle di questo. Altri tratti dell'acquedotto erano stati rinvenuti fino alla confluenza con il torrente Scrivia, testimoniati da lacerti di struttura in opera a sacco e paramento di pietre squadrate. Bottazzi menzionava infine, più a valle dello sbocco del Rio Borlasca e sulla sinistra del Torrente Scrivia, una galleria scavata nella roccia, situata circa 10 metri sopra l'attuale strada statale, all'imobocco sud dell'attuale galleria ferroviaria. Lunga circa 18 metri, era il tratto di acquedotto che doveva evitare lo sperone di Monte Curlo, e risulta franata a metà del secolo scorso

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