Ara funeraria con iscrizione moderna (altare/ funerario)

Roma, SECOLI/ I metà

Ara a corpo parallelepipedo, con base modanata a doppia gola rovescia su tondino e alto zoccolo liscio. Presenta decorati la fronte e i due lati ad essa adiacenti con teste di ariete angolari che sorreggono pesanti festoni di fiori e frutta, sospesi ad infulae visibili soprattutto sui fianchi, dove riempiono lo spazio superiore con molli ondulazioni. Sotto le protomi ovine, negli angoli inferiori, sono aquile ad ali spiegate con la testa rivolta verso il centro e le zampe ritte su basette appena rilevate sul fondo; altri uccelli in lotta campiscono la parte inferiore di tutte le facce decorate: sulla fronte due galli si beccano sul collo, sui fianchi una coppia di rondini si disputa un insetto. Una tabula con duplice incorniciatura ed iscrizione moderna colma la parte alta della fronte. EUCHARISTIAE IUL(IANI) CAR(DINALIS) SAX- UM EX URBI- CA RUINA RE- LICTUM CB E- LEGANTIAM EREXIT. È riferita, come l’altra esistente nell’atrio della chiesa dei SS. Apostoli (V. FORCELLA, Iscrizioni delle chiese e d’altri edifici di Roma del sec. XI fino ai giorni nostri, I-XIV, Roma 1869-84, II, p- 228, n. 664) al card. Giuliano Cesarini, nipote di Sisto IV, nella collezione della cui famiglia il pezzo doveva trovarsi prima del passaggio ai Ludovisi, e dove fu restaurato come si ricava dalla lettura dell’epigrafe. Subito al di sotto dell’iscrizione nell’arco formato dalla ghirlanda, è una protome di Medusa del tipo orrido, affiancata da due uccellini che beccano i serpentelli fuoriuscenti dalla sua chioma. Sul fianco destro dell’ara, l’urceus sovrasta altri due uccelli in lotta per una farfalla; su quello sinistro sotto la patera è un nido con un piccolo implume nutrito dai suoi genitori. Tutti i temi presenti su quest’ara sono variamente allusivi alla vittoria sulla morta, alla libertà dell’anima, ed alla speranza di apoteosi del defunto (P. BRUNEAU, in BCH 98, 1965, p. 90 ss.; K. SCHAEUNBURG, in AA 1972, pp. 512 ss.). Pur tenendo conto delle rilavorazioni subite dal pezzo; per una sua datazione, tenuto conto del colorismo piuttosto accentuato, dovuto anche all’uso del trapano nella decorazione, si può avanzare l’ipotesi di una collocazione intorno alla metà del I sec. d.C. o poco dopo, secondo quanto suggerito anche dall’Altmann

  • OGGETTO altare/ funerario
  • MATERIA E TECNICA marmo lunense/ scalpellatura
  • MISURE Profondità: 64 cm
    Altezza: 97 cm
    Larghezza: 72 cm
  • CLASSIFICAZIONE ARREDI/ARREDI FUNERARI
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione Boncompagni Ludovisi
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Altemps
  • INDIRIZZO Piazza S. Apollinare, 46, Roma (RM)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1200134303
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Nazionale Romano
  • ENTE SCHEDATORE Museo Nazionale Romano-Palazzo Altemps
  • DATA DI COMPILAZIONE 1983
  • ISCRIZIONI EUCHARISTIAE IUL(IANI) CAR(DINALIS) SAX- UM EX URBI- CA RUINA RE- LICTUM CB E- LEGANTIAM EREXIT - moderna - maiuscolo - a incisione - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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