Statua di Antonino Pio (scultura)
Statua virile, in nudità eroica tranne per il mantello che, fermato sulla spalla destra da una fibula tondeggiante, si raccoglie attorno al collo e sulla spalla sinistra per poi ricade re sulla schiena in morbide e ampie pieghe. Stante sulla gamba destra, con l'altra scartata di lato e leggermente flessa, il personaggio, identificabile per la testa-ritratto - verosimilmente pertinente - con Antonino Pio, è colto in gesto oratorio (in parte dovuto anche al restauro). Sulla base, ovale e piena, lavorata a gradina, é un sostegno su cui si ripiega la corazza e che rega ritto in basso un elmo di tipo corinzio. L’esegesi di questo pezzo, di ottima fattura e in uno stato di conservazione straordinariamente buono, si articola in due parti, peraltro piuttosto ricche di bibliografia anche recente. La prima parte, senza dubbio più semplice, è quella relativa alla testa-ritratto, riattaccata e restaurata in tutta la sua parte inferiore, ma con tutta probabilità pertinente, e raffigurante l'imperatore Antonino Pio mentre la seconda concerne lo studio della sola statua, l'individuazione del tipo iconografico qui rappresentato ed il suo ambito cronologico. Da un punto di vista stilistico, il tipo statuario prescelto per questa statua, si rifà indubbiamente a modelli greci secondo il Lippold (in bibl.) a originali di V-VI sec.; più genericamente, seguendo la von Heintze (in Antike Plastik, I, 1962, p. 27), si può pensare ad una produzione post-policletea oppure ancora ad una libera contaminazione tra motivi classici ed ellenistici (cfr. certe immagini di Alessandro appoggiato alla lancia M. BIEBER, Alexander the Great in Greek and Roman Art, Chicago 1964, passim; e partic. p. 65, tav. 25, fig. 77; cosi Niemeyer e Carinci), che agli artisti romani doveva sembrare particolarmente efficace per conferire dignità e solennità alle statue onorarie loro commissionate. Quanto invece resta di antico nella testa della statua in questione (osservando nel contempo come il restauro abbia saputo aderire fedelmente al prototipo antico), si inserisce agevolmente nella serie del ritratti dell'Imperatore che fanno capo all'esemplare rinvenuto a Formia ed oggi al Museo Nazionale Romano (FELLETTI MAJ, Ritratti, n. 203), databili all'inizio del regno di Antonino Pio sulla base di alcuni coni monetali comparsi intorno al 140, che mostrano però il personaggio loricato, con lancia nella destra e spada nella sinistra (WEGNER, Herrscherbildnisse, p. 16, 21 ss.). Per dei riferimenti più stretti con il pezzo Ludovisi, dobbiamo ricorrere alle statue di Palazzo Mattei (F. CARINCI, in bibl.), con testa-ritratto non pertinente di Caracalla, ma analoga per impostazione e schema ritmico, nonchè per la presenza del sostegno con simboli militari; a quella già a Margam Park nel Galles (WEGNER, Herrscherbildnisse, p. 234; NIEMEYER, p. 112, n. 120. MICHAELIS, Marbles, p. 516, n. 1) e oggi in una ignota collezione privata (C. C. VERMEULE, in AJA, LIX, 1955, p. 142 ss.); ma soprattutto all'esemplare di Lansdowne House raffigurante Marco Aurelio giovane (WEGNER, Herrscherbildnisse, p. 179, tav. 17a; BERNOULLI, II, 2, p. 174, n. 97) che ripete la struttura generale a chiasmo, la disposizione del mantello e la corazza gettata sul puntello a tronco d'albero (mancherebbe invece l'elmo), e mostra l'originaria posizione delle braccia, con il sinistro abbassato e la presenza di uno scettro (in buona parte antico). Si confronti infine anche la statua virile acefala, nuda salvo il mantello che gli pende dalla sin. e gli copre il braccio, da via Cavour, e oggi ai musei Capitolini (AA, 1941, col. 488, fig. 66). Se è vero che il ritratto tipo Formia di Antonino Pio venne usato come immagine ufficiale dal 140 fino alla metà del secolo (e forse anche per immagini postume), la statua Ludovisi ricalcherebbe tale datazione; ma il suo prototipo, cui partecipa anche l'esemplare Lansdowne, trova proprio grazie a quest'ultimo, un terminus ante quem nel 147, epoca in cui Marco Aurelio - assunta la tribunicia potestas - si servirà di un nuovo ritratto, diverso da quello giovanile noto fino a quel momento. Perciò è verosimile ipotizzare la creazione, per Antonino Pio, di una statua, peraltro non attestata da monete e quindi probabilmente di carattere non strettamente ufficiale, fra il 140 e il 144-147 d.C., statua che sfruttò l'esistenza di un ritratto già largamente affermato come quello tipo Formia. A conferma di quanto detto finora, e quale spunto per l'ideazione di questo esemplare, citeremo le vittorie riportate dall'imperatore nella I guerra britannica, dopo il 143
- OGGETTO scultura
-
MATERIA E TECNICA
marmo pentelico/ scalpellatura
-
MISURE
Altezza: 227 cm
-
CLASSIFICAZIONE
SCULTURA/STATUARIA
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione Boncompagni Ludovisi
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Altemps
- INDIRIZZO Piazza S. Apollinare, 46, Roma (RM)
- TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1200134365
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Nazionale Romano
- ENTE SCHEDATORE Museo Nazionale Romano-Palazzo Altemps
- DATA DI COMPILAZIONE 1983
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0