Busto di Anacreonte (statua/ busto)

Anacreonte, Roma, SECOLI/ II prima metà

La testa-ritratto in marmo bianco è inserita in un busto moderno. Il volto è allungato, con fronte ampia, occhi a mandorla ben delineati con le pupille incise, il naso fratturato lungo il setto; una folta barba, lavorata a ciocche morbide e baffi che celano il labbro superiore, incornicia la bocca semichiusa dal labbro inferiore carnoso. Il capo è cinto da una sottile tenia piatta. La capigliatura è composta da una calotta sulla parte superiore della testa con ciocche incise; sotto la tenia si articola in riccioli più corposi che incorniciano il viso. L'identificazione con il poeta Anacreonte di Teo si deve all'iscrizione presente su un'erma-ritratto del medesimo tipo conservata ai Musei Capitolini. L'immagine deriva dalla statua in bronzo eretta in onore del poeta sull'Acropoli di Atene, descritta da Pausania (1.25, 1) come figura di uomo che "canta nell'ebrezza", celebrativa delle sue composizioni poetiche destinate ad allietare i simposi. L’originale bronzeo, attribuito ad un artista della cerchia fidiaca, era collocato accanto alla statua del comandante Santippo, padre di Pericle: entrambe figuravano come immagini simbolo dello stile di vita della società ateniese nella seconda metà del V secolo a.C. La copia collezione Altemps presenta la testa in posizione eretta e non piegata verso la spalla destra e rivolta in alto, come accade in altre repliche (si vedano come confronto le copie di Berlino e Copenaghen). Per la resa della capigliatura e il disegno dell’iride è possibile datare l’opera in età adrianea

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