capitello a calice di colonna
Ercolano,
ca 44 a.C - ca 14 d.C
Capitello a calice corinzieggiante di tipo greco con decorazione fitomorfa in marmo bianco a grana fine. Esso è stato ancorato, mediante materiale cementizio, ad una colonna in marmo africano con fusto liscio, poggiante a sua volta su un basamento quadrangolare modanato
- OGGETTO capitello a calice di colonna
-
MATERIA E TECNICA
marmo/ scalpellatura
-
MISURE
Diametro: 98 cm
Altezza: 27 cm
-
CLASSIFICAZIONE
EDILIZIA/ELEMENTI ARCHITETTONICI
- LOCALIZZAZIONE Parco Archeologico di Ercolano
- INDIRIZZO Corso Resina 187, Ercolano (NA)
- SPECIFICHE DI LOCALIZZAZIONE Depositato in un ambiente dell'ingresso al Teatro di Ercolano
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Con grande probabilità i reperti erano pertinenti alla scaenae frons del teatro di Ercolano (costruito tra la prima e media età augustea), disposta su due livelli e ornata da una fastosa decorazione scultorea, da preziosi rivestimenti marmorei policromi e da colonne in marmi pregiati. Di questa decorazione restano pochi elementi a causa dell’attività di spolio promossa dal principe d’Elboeuf e poi dai Borbone nel corso del XVIII secolo (cfr. Pagano-Balasco 2000, p. 83). Le caratteristiche del capitello n. inv. 79141 rispondono a quelle dei capitelli corinzieggianti del I ordine della scaenae frons, realizzati in marmo bianco a grana fine, di provenienza greca (si veda: Pagano 1993, p. 128, fig. 18; Johannowsky 2000, p. 24-25, fig. 9). Altri due capitelli a calice conservati presso i depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, appaiono compatibili per stile e dimensioni all’apparato decorativo del teatro di Ercolano (cfr. Nuzzo 2010, pp. 390-391).Per quanto concerne la tipologia del capitello a calice, va detto che essa avrà particolare fortuna nelle province occidentali con una datazione compresa tra l'età augustea e quella giulio-claudia. Tali capitelli divennero, dunque, lemmi del linguaggio architettonico locale, comparendo con molta frequenza negli edifici pubblici di età imperiale e negli spolia della Campania fino a sollecitare forme di imitazione da parte delle maestranze medioevali (cfr. Palmentieri 2017, pp. 215-216; Nuzzo 2010, p. 393).Altri esempi, a tal proposito, sono offerti dai capitelli riutilizzati nel duomo di Amalfi e nella cattedrale di Salerno (cfr. Gans 1992, cat. n.75; Pensabene 2020, pp. 199-200, figg. 12-17)
- TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500919712
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Parco Archeologico di Ercolano
- ENTE SCHEDATORE Parco Archeologico di Ercolano
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0