palazzo, fortificato, Palazzo Pelagallo (XIV)
Monte Vidon Combatte,
XIV
Palazzo Pelagallo prende il nome da una delle più importanti famiglie nobiliari di Monte Vidon Combatte. La struttura, di origine trecentesca, è di oltre tre piani ed è ubicata nei pressi della sede del comune. Da ammirare è la parte esterna, con la torre detta "rompitratta", con le caratteristiche tracce del ponte levatoio sull'antica porta d'ingresso, con trame di merlature e beccatelli, con la porta a doppio arco e con il loggiato a cinque archi gotici
- OGGETTO palazzo fortificato
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CARATTERI AMBIENTALI
Alla sommità di un colle verde-smeraldo, tra i monti e il mare, con i suoi edifici di cotto rosseggiante, si erge il Comune di Monte Vidon Combatte. Inserito in un complesso naturale intatto ed armonioso, offre splendide viste panoramiche (Monti Sibillini, Gran Sasso, Conero e scorci di Mare Adriatico), un clima mite d’inverno e fresco d’estate: costituisce un ottimo rifugio per quanti sono alla ricerca di tranquillità e di bellezze naturali incontaminate. Il paese attuale, situato sulla riva sinistra del fiume Aso ha un’altitudine di 393 metri sul livello del mare ed è circondato da mura medievali. È sempre stato un osservatorio sulla meravigliosa Valle dell’Aso, una delle più belle e fertili dell’Italia Centrale, coltivata diffusamente a frutteto e incantevole a primavera. Monte Vidon Combatte si trova in una invidiabile posizione geografica, a circa 20 km dalla Riviera delle Palme con le sue spiagge dorate, a circa 30 km dai Monti Sibillini, forse i più leggendari dell’Appennino Centrale e a poca distanza anche due importanti città storiche e d’arte come Fermo e Ascoli Piceno
- LOCALIZZAZIONE Monte Vidon Combatte (FM) - Marche , ITALIA
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La torre rompitratta, ovvero l’ingresso del castello, ha subito numerose modifiche dalla sua origine altomedievale (X-XII sec.) grazie alle alterne vicende del suo fossato e del ponte levatoio. Con il ponte levatoio aumentava la capacità di difesa della torre tenendo a maggior distanza dalle mura gli eventuali assalitori. Tutto l’edificio di ingresso risultava probabilmente più basso di oggi e vi era una merlatura (le cui tracce si possono intravedere nella muratura) presidiata da arcieri. Certamente dalla seconda metà del XV al XVII sec., la struttura del castello e della porta d’ingresso subì dei cambiamenti. In effetti in questo lasso di tempo vennero realizzate le evidenti scarpature, le feritorie per le armi da fuoco (per bombardiere, spingardella, ecc…) in molti punti della cinta delle mura, ed in particolar modo sulla torre a nord del castello, anch’essa cimata come richiesto dalle nuove esigenze militari (base della futura torre campanaria progettata da Pietro Maggi sul finire del XVIII sec); forse sempre nello stesso periodo fu realizzata la copertura a capanna della torre rompitratta. Ci fu quindi sicuramente un adeguamento alle nuove tecniche guerresche di tutto l’apparato difensivo del Castrum. Non è noto se nello stesso periodo o in epoca più tarda, ma di certo il ponte levatoio dovette rappresentare una scomodità. Bisogna considerare che il fossato richiedeva una certa manutenzione e se molti erano i suoi vantaggi, ben molti erano anche i suoi svantaggi, come le esalazioni maleodoranti, le malattie che può portare l’acqua stagnante e, nel caso in questione, l’eccessivo restringimento del tratto stradale, oltremodo scomodo: si preferì eliminare il ponte levatoio e il fossato. Così facendo si abbassò il profilo della torre rompitratta e venne forse deciso di elevarla di qualche metro coprendo i vecchi merli (ormai solo un ricordo dei vecchi metodi di guerra) e di predisporla di feritoie anche basse per fornire la difesa radente, tecnica utilizzata dalla comparsa delle armi da fuoco. In effetti abbiamo ancora oggi la testimonianza di una feritoia da spingardella, arma da fuoco leggera che si usava su un cavalletto, che è posta proprio in direzione d’entrata al castello. All’estremità alta della torre è visibile un semicerchio, presumibilmente di un vecchio orologio o di una meridiana: forse era realizzato dello stesso stile di quello più piccolo in basso oggi visibile
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100376040
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata
- ENTE SCHEDATORE Associazione Dimore Storiche Italiane
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0