centro storico, di pianura, agricolo, San Cesario di Lecce (inizio XVI)

San Cesario di Lecce, XVI inizio

Il nucleo urbano si sviluppa a partire da tre casali medievali uniti nella seconda metà del Seicento. La piazza, con al centro il Palazzo Ducale e la Parrocchiale, svolge funzione di cerniera nell’aggregazione dei tra casali e nell’espansione del centro. Nell’abitato si osserva una presenza diffusa di case a schiera del XV e XVI secolo con corte chiusa preceduta da un androne voltato a botte

  • OGGETTO centro storico di pianura, agricolo
  • CARATTERI AMBIENTALI San Cesario è un centro agricolo del Salento centrale, situato nella pianura a sud di Lecce, lungo la strada che conduce a Galatina. È uno dei centri disposti a semicerchio intorno al capoluogo, lungo un cordone anulare del raggio di 5-7 chilometri che costituisce la Valle della Cupa. Città consolidata caratterizzata da margini fisici naturali e artificiali ad un altitudine di 40 m s.l.m
  • LOCALIZZAZIONE San Cesario di Lecce (LE) - Puglia , ITALIA
  • INDIRIZZO Via Giuseppe Manno, San Cesario di Lecce (LE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Le prime notizie certe su San Cesario risalgono ad età medievale, quando in un decreto di Tancredi, Conte di Lecce, detto territorio fu donato al monastero dei Celestini e per la prima volta la località fu evidenziata come San Cesario. In realtà per lungo tempo sotto il profilo amministrativo il paese risulta tassato in tre casali distinti, che agli inizi del Cinquecento erano amministrati da tre diversi feudatari: i Guarini, i Celestini di Santa Croce, i De Matteis. Nella prima metà del '400, nella parte ovest del paese si stanziò una colonia di Albanesi, giunti in Puglia guidati dal loro Despota Teodoro Urosio, Duca del Caponico e Pascià della Musachia, a sua volta seguace del grande condottiero Giorgio Castriota Scandeberg che, scacciato dai Turchi invasori, fu costretto a valicare l'Adriatico. Nell’attuale tessuto urbano sono riconoscibili tali nuclei: uno era composto dai coloni slavi e albanesi giunti intorno al 1460; l’altro, denominato della "Giordana" (dipendente dai Celestini di Santa Croce); il terzo alle spalle del Castello, tra la via per Galatina e la via per San Donato. Solo alla fine del Seicento i tre casali di cui sembra costituito precedentemente San Cesario vengono unificati sotto un unico feudatario, anche a seguito della ricostruzione e dell’espansione urbanistica seguita alle distruzioni operate nella dura repressione dei moti del 1647. San Cesario apparve infatti di prepotenza nella storia di Terra d'Otranto nel 1647, quando la fortezza sita nel paese, appartenente al feudatario di San Donato, il Marchese don Michele Vaaz de Andrada, Gabelliere Reale, fu coinvolta nell'insurrezione di Lecce, coeva all'insurrezione napoletana di Masaniello. Le esosità dei balzelli e dei tributi fecero insorgere le popolazioni che furono domate in un bagno di sangue dalle truppe mercenarie del Conte di Conversano Giangirolamo Acquaviva d'Aragona, il famigerato Guercio di Puglia. La fortezza abbandonata fu poi acquisita dai Marulli, duchi di Campomarino, che detennero in feudo la località sino al 1880. Un notevole episodio fu anche il contributo dato da eminenti Sancesariesi al Risorgimento italiano. Perduto il potere feudale da parte dei Marulli, nei primi decenni dell'800, il paese si allineò alla vita politica del vicino capoluogo, vivendo quasi di luce riflessa, avendo purtuttavia strutture istituzionali quali i Regi Carabinieri, la Brigata della Guardia di Finanza, la Pretura Mandamentale, il Regio Circondario Elettorale, uno dei più antichi ospedali della zona, l'Ufficio del Registro e l'Ufficio dell'Archivio Notarile
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600365567
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DOCUMENTAZIONE GRAFICA (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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