Bbamminieddu 'nta scaffarata (Ceroplastica, bene semplice)
Il bambino è seduto, benedicente; indossa un perizoma bianco che avvolge anche le braccia. Ha gli occhi azzurri e i capelli rossi. Sullo sfondo è una corona di fiori di carta e sulla base muschio secco. La bacheca, rivestita di carta da parati, ha la forma di un tempio a semicolonne binate sormontate da due pinnacoli a calice e da un timpano semicircolare che termina a pinnacolo. Al centro del timpano è dipinto in giallo un cuore. La teca è dipinta in giallo e rosso. Uccello descrive così: "Gesù Bambino benedicente, di bottega catanese, del XIX secolo. È custodito in una grande teca di legno dipinto ad olio, proveniente da RG, della stessa epoca del Gesù" Si tratta dunque di due elementi, acquistati in aree geografiche diverse. Uccello ha collocato il bambinello nella teca, cercando di ricostruire, fin dove fosse possibile, l’insieme. In origine la teca doveva contenere certamente un altro Gesù bambino andato perduto
- OGGETTO ceroplastica devozionale
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CLASSIFICAZIONE
RITUALITÀ/ OGGETTI DEVOZIONALI
- AMBITO CULTURALE Produzione Artigianale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Casa-Museo Antonino Uccello
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Bonelli Ferla
- INDIRIZZO Via Machiavelli, 19, Palazzolo Acreide (SR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE A partire dal XVI XVII secolo, quando si diffuse il culto e la devozione del Gesù Bambino in forma autonoma , cominciò a diffondersi una iconografia molto poliedrica. La raffigurazione del Bambino variava da dormiente dentro teche in legno, sotto campane di vetro, dentro culle a forma di frutto, a seduto su balze rocciose, con un’iconografia che variava dal bambino pastore al bambino pescatore. La scenografia era quasi sempre ricca di fiori in carta, stoffa, cera. L’immagine di Gesù Bambino, declinata con differenti posture, scenografie con diversi attributi iconografici, diviene il soggetto prediletto per ammirare soluzioni compositive che documentano l’attenzione e la creatività delle maestranze locali, esperte nel creare accostamenti polimaterici tutelati da campane vitree, da teche in legno necessarie a custodire i fragili manufatti proteggendoli, innanzitutto, da dannosi sbalzi climatici. I Bambinelli nelle scarabattole o nelle campane di vetro venivano considerati numi tutelari della famiglia, proteggevano la maternità e propiziavano il parto: spesso venivano regalati dai parenti alla puerpera, in segno benaugurale, quando nasceva un neonato. In alcuni centri della Sicilia persistono ancora oggi molte forme di devozione popolare legate al culto dell’immagine del Divin Bambino, spesso ritenuta taumaturgica, dispensatrice di grazie e guarigioni; sulla tematica non esistono ancora studi antropologici approfonditi
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
- FUNZIONE E MODALITÀ D'USO devozionaleNel periodo delle festività natalizie, l'oggetto veniva posto sul comò o sul tavolo a scopo devozionale
- CRONOLOGIA D'USO XIX - XX/ metà
- LUOGO DI RILEVAMENTO (CT) - Sicilia , ITALIA
- DATA DI RILEVAMENTO 1960-1970
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AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
CARRACCHIA LAURA
carracchia laura
Carracchia, Laura
Carracchia, laura
Laura Carracchia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900386939
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
- ENTE SCHEDATORE Galleria regionale di Palazzo Bellomo
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0