Cristo crocifisso (scultura, opera isolata) - ambito toscano (sec. XV)
scultura
La figura è molto semplice, secondo i canoni quattrocenteschi, curata l'anatomia e pacata l'espressione del viso. L'incarno è dipinto mentre perizoma e diadema sono dorati
- OGGETTO scultura
- AMBITO CULTURALE Ambito Toscano
- LOCALIZZAZIONE Saluzzo (CN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'anatomia del corpo, in special modo la cassa toracica ed i tendini delle braccia, sono studiati con cura meticolosa. Si avverte la presenza di uno scultore toscano, che ha dato all'insieme un perfetto equilibrio del modellato, al viso un'espressione di calma impassibile senza sfiorare il dramma, che tanto tormentava gli artisti piemontesi e quelli d'oltralpe. Secondo il Lobetti Bodoni, il Savio ed il Vacchetta il crocifisso doveva far parte in origine di una composizione con due statue di lato (Vacchetta, La Chiesa di San Giovanni in Saluzzo, p. 117), (Lobetti-Bodoni, La Cappella del Santo Sepolcro, p. 50). Questo tipo di composizione fu molto diffuso negli anni a cavallo fra'400 e'500 e ne esistono due esempi nel saluzzese, a Staffarda e Revello. Secondo indicazioni raccolte fra i frati che officiano la Chiesa, il crocifisso è stato esposto, insieme agli stalli corali della stessa cappella ed alla pala di Pascale Oddone, alla Mostra del Gotico e Rinascimento, Torino 1939. Bibliografia: Savio G. F., Bellezze risorte, Torino 1930. Gabrielli N., Arte nell'antico Marchesato di Saluzzo, Torino 1973. Mallè L., Le arti figurative in Piemonte, Torino 1963
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100000206
- DATA DI COMPILAZIONE 1977
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- ISCRIZIONI sul cartiglio - INRI - lettere capitali - a pennello - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0