portone, opera isolata di Salario Francesco (metà sec. XVIII)
portone
1759 - 1759
Salario Francesco (notizie Seconda Metà Sec. Xviii)
notizie seconda metà sec. XVIII
Trattasi di massiccio portone a due battenti; ciascun battente è caratterizzato da modanature e da tre formelle mistilinee attorniate da altri intagli, così da formare un quadro complessivo di tre grandi rettangoli, di cui quello centrale maggiore per dimensioni, di disegno movimentato. Al di sotto del rettangolo inferiore e in quello centrale sporgono teste di chiodi a losanga
- OGGETTO portone
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MISURE
Altezza: 446
Larghezza: 236
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ATTRIBUZIONI
Salario Francesco (notizie Seconda Metà Sec. Xviii): esecutore
- LOCALIZZAZIONE Asti (AT)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE E' un opera di alta qualità e di precisa esecuzione. Ne è autore il minusiere Franco Salario, che il 17 agosto 1759 fu pagato per essa Lire 215, come si legge nel "Conto generale...1760" (Archivio). La Gabrielli (cfr. N. Gabrielli, "Arte e cultura ad Asti attraverso i secoli", Istituto Bancario S. Paolo, Torino 1977) la assegna a Giuseppe Giacinto Salario, autore degli stalli della chiesa, forse della stessa famiglia ma distinto da lui anche nei pagamenti. Il disegno è abbastanza tipicamente astigiano, ricordando anche quello del portone del palazzo ora Gazzelli di Rossana in quella città (cfr. Gabrielli, op. cit.). Non dissimili, per iconografia e stile, sono anche due inginocchiatoi conservati nella stessa chiesa della Trinità, di intaglio più sensibile ai valori della luce. Il portone è uno dei principali ornamenti della facciata, rifatta nel 1851 su disegno dell'architetto civile Valessina e con realizzazione del capomastro Tommaso Bassi (Ordinati 1845-65, Archivio), volto ad attualizzarne neoclassicamente l'aspetto (documentato anche da disegno a tempera conservato in sacrestia). La facciata originaria, in realtà assai più misurata e d elegante, era stata eseguita al tempo del rifacimento della chiesa dall'ing. Castelli, per ora non meglio identificato. Su di essa, ricca di cornici, statue e con frontone curvilineo in luogo dell'attuale timpano, è documento altro disegno a penna del 1851, pure conservato in sacrestia. Esso è riportato in S. G. Incisa, "Asti nelle sue chiese e iscrizioni", Bologna 1974 e Gabrielli, op. cit
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100034602
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1984
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- ISCRIZIONI battente destro, verso - RESTAURO 1959 CARBONE - lettere capitali -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0