SERVIZIO PER ASPERSIONE, insieme - ambito piemontese (prima metà sec. XIX)

SERVIZIO PER ASPERSIONE 1800 - 1849

Il servizio è formato da un secchiello e da un aspersorio in argento cesellato e dorato

  • OGGETTO SERVIZIO PER ASPERSIONE
  • MATERIA E TECNICA argento/ doratura
  • MISURE Diametro: 16 cm
    Altezza: 20 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
  • INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La mancanze di punzoni, unitamente all'ostinato silenzio dei documenti, rende assai complesso lo studio del servizio per aspersione preso in esame. Il decoro, improntato su un gusto neoclassico, permette di collocare il manufatto nella prima metà del XIX secolo: un gusto molto prossimo a quello che caratterizza il manufatto preso in esame è ricontrabile, ad esempio, nel secchiello di Carlo Giuseppe Ceresa, datato al primo quarto del secolo, della Cattedrale di Alessandria (C. SPANTIGATI, "Staziella Carità sorger lo feo": dipinti, sculture e arredi tra antica e nuova sede, in C. SPANTIGATI (a cura di), La cattedrale di Alessandria, Torino 1988, p. 123), nel coevo ostensorio della Cappella della Sindone ( E. CATELNUOVO, M. ROSCI (a cura di), Cultura figurativa e architettonica negli Stati del Re di Sardegna. 1773-1861, catalogo della mostra, Torino 1980, V. II, p. 616, scheda n. 661) e nel più tardo turibolo di Pietro Borrano, collocato al secondo quarto del XIX secolo, conservato presso la Cattedrale di Alba (W. ACCIGLIARO, S. GALLARATO (a cura di), Sacri argenti della cattedrale di Alba. Oggetti liturgici e oreficeria devozionale nel "Tesoro del Duomo" (dal XIV al XIX secolo), Alba 2005, pp. 94-95, scheda n. 19 di S. Gallarato). Appare, inoltre, assai stringente il confronto con un turibolo, coevo al precedente e sempre conservato presso la Cattedrale di Alba, nel quale ritroviamo non solo elementi molto comuni nella produzione contemporanea, quali i motivi a palmette e le foglie lanciolate che creano il sottocoppa, ma anche l'idea dei puttini che reggono il manico (ID, pp. 92-93, scheda n. 17 di S. Gallarato) o con quello della parrocchiale di Brandizzo, datato 1839, di bottega torinese (C. ANSELMO, San Giacomo apostolo. La chiesa parrocchiale di Brandizzo nella storia e nell'arte, Peveragno 2002, pp. 137-138). In assenza di precisi elementi, si colloca il pezzo alla prima metà del XIX secolo e lo si ascrive ad ambito piemontese
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087859-0
  • NUMERO D'INVENTARIO 2102/95S. M.- 2103/96S.M
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1993
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2005
    2016
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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