Interno di un salotto borghese con veranda sulla parete di fondo e paesaggio innevato

modellino di scenografia, post 1921 - ante 1921

Realizzato a tempera ad acqua su uno spesso cartoncino marrone, il modellino di scenografia si compone di tre diversi elementi: un fondale che rappresenta l'interno del salotto di casa Borkman, una veranda aperta sulla parete di fondo dalle cui vetrate si scorge un paesaggio innevato ritratto in un terzo elemento scenico

  • OGGETTO modellino di scenografia
  • MATERIA E TECNICA cartoncino/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Goncarova Natalja (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione demaniale "Eleonora Duse"
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo del Capitano
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nell’estate del 1920, in vista del suo ritorno a teatro dopo un’assenza durata più di dieci anni, Eleonora Duse inizia a progettare il suo rientro in scena e, dalla corrispondenza con il drammaturgo e critico teatrale Marco Praga, si dice intenzionata a “provare le sue forze” portando in scena La porta chiusa di Praga e John Gabriel Borkman di Henirk Ibsen (Schino 2008, pp. 270-271). L’attrice aveva come obiettivo quello di presentarsi a capo di una compagnia propria e con un repertorio che fosse all’altezza delle sue intenzioni artistiche, in un momento in cui si avvertiva forte la necessità di una riforma del teatro italiano. Pochi mesi dopo, già in contatto epistolare con l’attore Ermete Zacconi, la Duse circoscrive il repertorio ai drammi di Ibsen, autore prediletto di entrambi. Il 9 marzo 1921 sarà dato l’annuncio ufficiale del ritorno a teatro della Duse con la compagnia di Zacconi, con un repertorio che doveva comprendere La donna del mare e John Gabriel Borkman di Ibsen e La porta chiusa di Praga. Dalla corrispondenza con i coniugi Zacconi risulta che nell’aprile del 1921 la traduzione del Borkman, a cura di Adolfo De Bosis, era ultimata ed i copioni già a disposizione; solo restava da stabilire la data di inizio delle prove. Il ritardo nell’allestimento del Borkman doveva pesare tanto alla Duse da farle escludere una collaborazione con il noto costumista Luigi Sapelli, noto come Caramba. Vale la pena ricordare che, già nel 1906, in vista della sua tournée in America, Eleonora Duse aveva tentato di portare in scena John Gabriel Borkman, chiedendo a Edward Gordon Craig il disegno per le scenografie, ma ragioni di carattere economico interruppero la collaborazione tra i due (Biggi 2001, pp. 67-68). Anche in questa occasione, per motivi non ancora certi, la Duse dovette abbandonare il progetto di allestire il dramma ibseniano: si è pensato a difficoltà legate alla sua salute malferma o a quelle di trovare un’attrice in grado di affiancarla nel ruolo della gemella Gunhild (Orecchia 2012, p. 108; Pagani 2020, p. 464). In ogni caso i lavori per l’allestimento erano a buon punto, come dimostrano i modellini di scena e i bozzetti conservati ad Asolo, per i quali Maria Ida Biggi ha proposto l’attribuzione all’artista russa Natalja Gončarova (Biggi 2001, pp. 68- 79). La Duse aveva incontrato la Gončarova durante il soggiorno romano dell’artista tra il 1916 e il 1917 e, colpita dalla finezza del colore di un “sipario” realizzato per Triana di Albéniz, aveva deciso nel febbraio del 1921 di commissionarle due abiti per La donna del mare (Signorelli 1955, pp. 355-357; Molinari 1985, p. 254). Nel confronto tra i disegni di Asolo per i due drammi la Biggi rileva alcune differenze di carattere stilistico soprattutto nella resa cromatica, sebbene il supporto di cartone e la tecnica pittorica utilizzati siano gli stessi. In un recente studio Maria Pia Pagani avvalora l’attribuzione dei disegni alla Gončarova e definisce con più chiarezza il rapporto che unì le due donne, sostenendo che anche l’allestimento scenico del Borkman, al pari di quello per La donna del mare, venne donato dall’artista russa in segno di sincera ammirazione (Pagani 2020, p. 464). Di fatto, per tutta la stagione teatrale del 1921 e fino all’estate del 1922 Eleonora Duse portò in scena unicamente La donna del mare e, in sostituzione del Borkman, La porta chiusa di Praga; solo nell’autunno dello stesso anno ampliò il suo repertorio con La Città morta di D’Annunzio e Così sia di Gallarati Scotti
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500335659
  • NUMERO D'INVENTARIO 616
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso
  • DATA DI COMPILAZIONE 2003
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2021
  • ISCRIZIONI verso, a sinistra - Decor C / pieces internes - Eleonora Duse - corsivo - a matita - francese
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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