Storie della vita di San Lazzaro (dipinto, ciclo) di Setti Adamo, Setti Agostino (prima metà sec. XVI)
La decorazione copre tutte la pareti della chiesetta. Le scene sono delimitate da una riquadratura architettonica a pilastri con candelabre su fondo giallo vivo. I personaggi vestono in gran parte abiti rinascimentali. I colori, pur avendo perso la freschezza originale, hanno toni brillanti, cangianti, prevalenti i gialli, verdi, rossi violetti, bianchi. In alto fregio a grottesche. Dall'altare maggiore a sinistra: 1) Madonna con il Bambino e San Giuseppe; 2) Maddalena assiste alla predica di Cristo; 3) Maddalena unge i piedi a Cristo; 4) Cristo circondato dagli Apostoli; 5) Cristo fra i dottori della legge; 6) Cristo seduto con Lazzaro in casa di Marta e Maria; 7) Lazzaro moribondo assistito dalle sorelle; 8) Marta e Maria annunciano a Cristo la morte di Lazzaro; 9) Cristo resuscita Lazzaro; 10) abitanti assistono alla resurrezione di Lazzaro; 11) Lazzaro, Marta e Maria partono su di una nave dalla Palestina; 12) la predica della Maddalena davanti al re e alla regina di Cipro; 13) Lazzaro è consacrato vescovo di Cipro; 14) morte e compianto di Lazzaro; 15) storpi invocano la guarigione al sepolcro di Lazzaro; 16) San Geminiano e San Giovanni Battista; 17) San Lazzaro morto, vestito da vescovo su di un sarcofago. Sopra la porta, alto baldacchino di damasco dorato
- OGGETTO dipinto
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ATTRIBUZIONI
Setti Adamo (notizie 1523)
Setti Agostino (notizie 1523)
- LOCALIZZAZIONE Chiesa di S. Lazzaro
- INDIRIZZO strada Saliceto Panaro, 87, Modena (MO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Le vecchie attribuzioni vertevano su Pellegrino Munari (G. Lugli, 1845, pp. 337-339; C. Malmusi, 1862; A. Venturi, 1885, pp. 260.261) e dubitativamente per Giov. Antonio Scacchieri riguardo le figure; con certezza, però il fregio (Venturi, 1890 p. 386, idem 1914 p. 1085). Il Fiocco (1917, p. 210) li assegna al parmense Gherardo delle Catene. E' il Bertoni (1919 e 1929, pp. 27-32) che, sulla scorta dei documenti Campori, accerta che gli autori di questa decorazione sono i modenesi Adamo e Agostino Setti, che li esguirono nel 1523 e ne ricevettero i pagamenti. Così il Chellini-Pancaldi (1926, pp. 217-219) e A. G. Quintavalle (1967, pp. 69-71) che, pubblicandoli dopo il loro faticoso restauro, cerca di inquadrare stilisticamente l'opera di questi artisti nell'ambito provinciale e ritardatario modenese. Vi si notano influssi perugineschi, parmensi, ferraresi, desunti dal Costa e dall'Araldi visti attraverso un'ingenua e spontanea vena narrativa e idilliaca. Citati da M. Bertolani del Rio (1961 p. 84)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800194314
- DATA DI COMPILAZIONE 1975
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0