violino di Stradivari Antonio (sec. XVIII)
Tavola in due pezzi di abete a venatura media. Fondo in due pezzi di acero a marezzatura leggermente discendente dal centro; il fondo è ancorato per mezzo di un chiodino di fissaggio di legno infisso in corrispondenza dello zocchetto inferiore. Fasce di acero marezzato. Tavola e fondo filettati a tre fili. Manico in acero di fattura seriore con testa in acero, presumibilmente originale, innestata; gli spigoli della voluta sono evidenziati in nero. Tastiera moderna di ebano. Piroli moderni con semplici decorazioni intarsiate in madreperla. Ponticello marcato A. Del Lungo Firenze. Cordiera moderna con decorazione intarsiata in madreperla. Bottone moderno in alluminio con foro passante (probabilmente ideato per assicurare il posizionamento verticale dello strumento in esposizione). La vernice originale doveva apparire color giallo oro, ma su di essa è stata sovrapposta una vernice color rosso bruno. La vernice sulla tavola in basso a sinistra e a destra denuncia vistose tracce di mentoniera. La tavola presenta la punta inferiore della C di destra alquanto arrotondata e alcune fratture in basso ai lati del capotasto inferiore
- OGGETTO violino
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ATTRIBUZIONI
Stradivari Antonio (1644/ 1737): costruttore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria dell'Accademia
- LOCALIZZAZIONE Monastero di S. Niccolò di Cafaggio (ex)
- INDIRIZZO Via Ricasoli, 58/60, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il violino di Antonio Stradivari del 1716 entra a fare parte del patrimonio della corte granducale di Toscana dopo la restaurazione dei Lorena. Esso è registrato a partire dal 1819 (fa fede la continuità dei numeri d'inventario fino alla consegna al R. Istituto Musicale di Firenze):"Uno detto [violino] d'Antonius Stradivarius, con cassa simile" (ASF, Imperiale e Real Corte Lorenese 4699, Inventario a capi di Palazzo Pitti, 18-12-1819, c.100r). Tra il 1823 e il 1829 il liutaio Arcangelo Bimbi interviene esclusivamente con operazioni di ordinaria manutenzione (importi di scarsa entità); si cita come esempio la seguente voce di un suo conto:"per altri n.2 violini che uno di Stradivari e uno di Ruggiero, e aver rifatto le staffe, rncordati e ripuliti [L] 6--/ per aver lasciatopiù, e diverse corde p[er] i med[esim]i violini, e un panetto di pescia [L] 4.6.8" (ASF, IRC 3978, Conti della Guardaroba, 02-08-1826, n. 323, c. 1r). L'inventario del 1829 registra:"Uno detto [violino] d'Antonius Stradivarius Cremonensis faciebat 1716 con arco di verzino come sopra ed esistente nella cassa suddetta" (ASF, IRC 4707, Inventario di Palazzo Pitti, 30-06-1829, p. 197). Del tutto simile è la registrazione del 1846 (ASF, IRC 4715 1846, Inventario di Palazzo Pitti, 1846, c. 167r). Nel 1843 Gaetano Piattellini dichiara di avere "rimesso un pezzo di madreperla al pirolo del violino di Stradivari" (ASF, IRC 4057, Giustificazioni della Guardaroba, agosto 1840, n.376). Nell'inventario di consegna al Regio Istituto Musicale (10-3-1863) è descritto come:"3759 Uno detto [violino] di Antonio Stradivari di Cremona, costruito nel 1716. E' riunito con l'arco nel medesimo astuccio di violino di n.3758"; la stima è di L. 6.000. L'autenticità di questo strumento è stata messa in dubbio, ma la maggior parte degli esperti concordano nel ritenerlo autentico (si vedano per esempio Hill W. H./ Hill A. F./ Hill A. E. 1902, pp. 61, 65, 237, Bargagna L. s.d. (ma 1911), pp. 15-16, e Gay V. 1969, pp. 58-62). Al di là dell'attribuzione, non avvallata dalla documentazione d'archivio fiorentina, non ci è dato di conoscere la storia del violino prima del 1819 e di conseguenza non ci si può esprimere in termini definitivi sulla sua originalità. Per ulteriori dettagli riguardanti la documentazione archivistica si consulti Montanati G. 1999
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347898
- NUMERO D'INVENTARIO 3
- DATA DI COMPILAZIONE 1999
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2001
- ISCRIZIONI cartello incollato sul lato interno del fondo - Antonius Stradivarius Cremonensis/ Faciebat Anno 1 - corsivo altobasso - a impressione - italiano
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0