violoncello di Stradivari Antonio (attribuito) (sec. XVII)
Tavola di abete a venatura medio-fine. Fondo in due pezzi di acero con forte marezzatura orizzontale; il fondo evidenzia un chiodino di fissaggio di legno infisso in corrispondenza dello zocchetto superiore. Fasce di acero a forte marezzatura. Tavola e fondo fielttati a tre fili. Manico di acero marezzato con testa non innestata, ma probabilmente rimodellato da Luigi Castellani nel 1877; gli spigoli della voluta sono evidenziati in nero. La tastiera di ebano di disegno moderno, i piroli e la cordiera di ebano con arme medicea e decorazioni intarsiate in madreperla verosimilmente sono qulli rifatti da Castellani nel 1877. Capotasto superiore e inferiore di ebano. staffa moderna di metallo. Bottone di alluminio con foro passante ideato, forse, per assicurare il posizionamento verticlae dello strumento in esposizione. Vernice di colore tendente al rosso, forse dovuta ad un intervento settecentesco. Nella scatola dei prioli i fori sono stati otturati e riaperti in prossimità delle posizioni originali. La tavola presenta una reintegrazione di notevoli dimensioni alla punta superiore della C di sinistra, una riparazione alla punta inferiore della medesima C e numeorsi spacchi. Diversi spacchi sono visibili anche sulle fasce e sul fondo
- OGGETTO violoncello
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ATTRIBUZIONI
Stradivari Antonio (attribuito): costruttore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria dell'Accademia
- LOCALIZZAZIONE Monastero di S. Niccolò di Cafaggio (ex)
- INDIRIZZO Via Ricasoli, 58/60, Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il violoncello senza dubbio va identificato con lo strumento elencato nell'inventario del 1700 della collezione del granprincipe Ferdinando di Toscana come facente parte di un quintetto: "Un concerto di cinque strumenti compagni a quattro corde, cioè due soprani, o violini, contralto, e tenore viola, et un violoncello, o basso, con fondo di abeto, manico, fascie, e corpo di acero verniciato, con due filetti neri intarsiati su le testate torno torno, con ponticelli di acero, con lavori fatti a penna, con cordiera, e tastiera di acero intarsiata d'una striscia di serpentino con un filetto d'avorio torno torno intarsiato, et uno d'ebano con un amorino per aria in atto di tirare una freccia di madre perla intarsiato su la cordiera, et un fiore simile nel fondo della medesima, e su la tastiera vi è l'arme serenissima pure di madre perla intarsiata, con bischeri tinti di neri con collarino, e pallina d'avorio, con un polizzino stampato per di dentro nel corpo, che dice Antonius Stradivarius Cremonensis faciebat anno 1690, con questa marca [sigillo A (croce) S] con i suoi archi di serpentino, e sua contro cassa coperta di cuoio nero, egangheri a ciasched'un pezzo, fuori che al violoncello, che l'ha per di fuora di vacchetta rossa, e per di dentro, è foderato di morlacco bianco, con i suoi gangheri, e toppa" (ASF, Guardaroba Medicea 1117, Inventario di diverse sorti d'instrumenti musicali in proprio del ser[enissi]mo sig.r p[ri]n[ci]pe Ferdinando di Toscana, 1700, cc. 82v-83r). In seguito il violoncello verrà indicato come:"Un bassetto di mano d[e]l sud[dett]o Stradivario, con arme d[e]lla casa ser[enissi]ma fatta di madreperla, con sua custodia cop[er]ta di vacchetta rossa, foderata di morlacco" (ASF, GM 130 6bis, Inventario di strumenti, 23/09/1716, c. 4v). Nei decenni successivi il violoncello viene prestato a diversi musicisti, nobiluomini e funzionari di corte, ma nel 1765 rientra in Guardaroba per essere restaurato da Lorenzo e Tommaso Carcassi: "Per aver rassetto un violoncello di Ant. Stradivarj n. 1690 scoperchiato, ringrossato sotto l'anima, e rivisto corde, e ponte [L] 15--/ Per un arco di verzino fernabucch da violoncello [L] 6--" (ASF, Imperiale e Real Corte Lorenese 3822, Conti della Guardarob, 24/07/1765, fasc. X, n. 60, c.3r). Dal 1766 è consegnato al violoncellista di corte Francesco Piantanida che lo detiene fino al 1767 (prestito e restituzione documentati in ASF, GM 58 app, Inventario a capi, 28/07/1766, c. 406d, e 10/12/1767, c. 716s). Nel 1785 e 1786 è in Magazzino; nel 1790, ultima annotazione precedente l'invasione francese, si trova a Pisa (ASF, IRC 5004, Inventario di Pisa, 22/01/1790, p. 69). Le registrazioni riprendono nel 1819, dopo la restaurazione dei Lorena: "Un violoncello, fatto da Stradivari" (ASF, IRC 4699, Inventario di Palazzo Pitti, 18/12/1819, c. 100r). Tra il 1823 e il 1829 Arcangelo Bimbi effettua una serie di interventi su questo strumento e sulla cosiddetta copia attribuita a Piattellini (spesso purtroppo senza un'esplicita distinzione tra i due esemplari). Si confrontino le seguenti voci dei conti:"Per altro violoncello di Stradivari, p[er] averlo rincollato sulle punte, ripulito, e rincordato tutto [L]7 / Per avere rimesso le setole all'arco p[er] i detti violoncelli [L] 1.10 / Per altro violoncello di Stradivari, p[er] averlo rincollato nelle fasce, e accomodadto una rottura nel coperchio, rimesso due corde nuove, e ripulito [L] 7" (ASF. IRC 3979, Conti della Guardaroba, 16/05/1823, n. 102-14, c. 1r-v); "Per avere restaurato un violoncello di Stradivari con uno spacco sul coperchio, e rincordato [L] 13.6.8 / Per altro violoncello di Stradivari in diverse rotture rimesso i pezzi, e del profilo e rincordato [L] 14" (ASF, IRC 3991, Conti della Guardaroba, 22/12/1827, n. 17-581, c.1r-v); "Un altro violoncello di Stradivari restaurato sotto l'anima, e rimesso in corde [L] 10 / Per altro violoncello di Stradivari rimesso un pezzetto di rolo, e anima nuova, e corde [L] 8" (ASF, IRC 3995, Giustificazioni della Guardaroba, 20/10/1828, n. 478-12, c. 1r-v). Nell'inventario del 1829 lo strumento è così descritto:"Uno detto [violoncello] simile del suddetto [Stradivari] fatto nell'anno 1690 entro cassa d'albero tinta rossa foderata di frustagno" (ASF, IRC 4707, Inventario di Palazzo Pitti, 30/06/1829 p. 197). Tale descrizione sarà ricopiata fedelmente nell'inventario del 1846 (ASF, IRC 4715, Inventario di Palazzo Pitti, 1846, c. 167r). Nel 1843 1845 il liutaio Gaetano Piattellini effettua piccole prestazioni di ordinaria manutenzione. Segue la descrizione dell'inventario di consegna al R. Istituto Musicale il 10/03/1863:"3766 Uno detto [violoncello] di Antonio stradivari costruito nel 1690. E' posto con l'arco entro astuccio d'albero tinto da chiudersi a chiave foderato internamente di flanella verde"; è stimato L. 7.000. Nel 1877 questo strumento subisce un intervento assai distruttivo, commissionato dal R. Istituto Musicale, (continua in AN)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900347903
- NUMERO D'INVENTARIO 34
- DATA DI COMPILAZIONE 1999
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2001
- ISCRIZIONI cartello incollato sul lato interno del fondo - 90 - corsivo - a impressione - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0