Salvator Mundi
dipinto
dipinto a olio su tela
- OGGETTO dipinto
- AMBITO CULTURALE Ambito Tosco-marchigiano
-
ALTRE ATTRIBUZIONI
Melozzo Da Forlì
Bramantino
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria nazionale delle Marche
- LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
- INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La teletta, molto lacunosa, venne rinvenuta nei depositi del Palazzo Ducale nel 1914 da Lionello Venturi e non se ne conosce la provenienza originaria. Per la presenza di una cornicetta dipinta che ne delimita i bordi, l'opera non costituisce il frammento di un dipinto di maggiori dimensioni e forse si tratta di un'opera destinata alla devozione personale che gran parte delle critica, ad iniziare da Lionello Venturi, attribuisce a Melozzo da Forlì. Negli anni '80 la Ciardi Duprè assegna il dipinto al Bramantino e ultimamente Silva Maroto e Ceriana lo avvicinano a Pedro Berruguete. In occasione della recente mostra sul pittore romagnolo tenutasi a Forlì, Minardi ripropone l'attribuzione della tela a Melozzo, influenzato sia dalle opere tarde urbinati di Piero della Francesca, la 'Pala Montefeltro' e la 'Madonna di Senigallia', sia dalle miniature di Bartolomeo della Gatta, come il 'Martirio di S. Agata' nel corale del Museo Diocesano Albani di Urbino, posticipando la datazione all'inizio del IX decennio del '400. Mentre l'ultima e più convincente attribuzione, che si deve a Cecilia Martelli, assegna la tela alla mano di Bartolomeo della Gatta. La vicinanza stilistica al 'San Francesco stigmatizzato' a Castiglion Fiorentino e l'ascendenza nordica del modello iconografico utilizzato in quest'opera, fanno propendere la studiosa verso un'attribuzione a Bartolomeo Della Gatta, la cui attività per il Duca di Urbino è sicuramente stata di rilievo, ma ancora da ricostruire approfonditamente
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100264149
- NUMERO D'INVENTARIO inv. 1990 D 72
- DATA DI COMPILAZIONE 2011
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
2024
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0