Naviglio Grande. Veduta del Naviglio Grande a Milano

disegno (?) 1924 - 1932

disegno tracciato a grafite su carta bianca

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO disegno
  • MATERIA E TECNICA carta/ grafite
  • ATTRIBUZIONI Ferrari, Arturo (1861-1932)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco
  • LOCALIZZAZIONE Castello Sforzesco - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Castello, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'artista ha definito il disegno "Naviglio Grande" nella pagina manoscritta che accompagna il sesto dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". A proposito del foglio in esame si segnala, per l'affinità del punto di ripresa, un'analoga veduta a matita eseguita dallo stesso Ferrari, attualmente conservata presso il Museo di Milano, intitolata "A S. Cristoforo" e che reca la datazione "Novembre 1926" (inv. 75). Pertanto è ipotizzabile, considerata l'affinità di soggetto delle due vedute, che il disegno in esame sia stato eseguito attorno al 1926.\nIn origine il Naviglio Grande, il più esteso canale milanese, era chiamato "Tesinello" poiché riceveva le acque del Ticino nei pressi di Tornavento, e, dopo un percorso di cinquanta chilometri, confluiva in città nella Darsena di Porta Ticinese. Fu scavato alle origini, negli anni tra il 1179 e il 1209, come canale d'irrigazione e in funzione di difesa della città dalle truppe del Barbarossa. Nel 1267 fu chiamato Grande quando la sua sezione fu allargata per renderlo navigabile, assumendo la funzione di importante via commerciale. Tutto il marmo usato per la costruzione del Duomo, dalle cave dell'Ossola, scendendo lungo il fiume Toce, il Lago Maggiore, il Ticino ed il Naviglio Grande, arrivava in città fino al Laghetto di Santo Stefano, vicinissimo al cantiere. La rete fluviale venne completata in seguito con lo scavo di altri canali navigabili, come l'attuale Naviglio Pavese, che collega Milano con Pavia e che fu definitivamente inaugurato solo nel 1819. \nIn origine i Navigli costituivano la fossa interna che assurgeva al compito di arteria urbana per il traffico natante e cingeva la parte più cospicua della città. La zona appare oggi del tutto diversa e le principali trasformazioni risalgono alla seconda metà del XIX secolo, quando, in seguito all'introduzione dei tram, si iniziò a ipotizzare la copertura dei tratti cittadini dei Navigli. Nel 1891 il primo segmento della fossa interna ad essere sacrificato fu quello occidentale, il cosiddetto Naviglio di San Gerolamo; a partire dal 1929 i lavori di copertura ripresero con sistematicità ininterrotta fino al 1930/1931. Attualmente il termine "Navigli", a Milano, identifica i due tratti scoperti del Naviglio Grande (fra le odierne Ripa di Porta Ticinese e l'Alzaia Naviglio Grande, in direzione di via Lodovico il Moro per Buccinasco e Corsico) e del Naviglio Pavese (fra via Ascanio Sforza e l'Alzaia Naviglio Pavese lungo via Chiesa Rossa per raggiungere Rozzanoe collegarsi alla Strada dei Giovi) che si insinuano in città fino all'altezza di piazza XXIV Maggio e in senso più generale l'area compresa fra i due Navigli.\nIl pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle trasformazioni urbanistiche in atto a Milano, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Gabinetto dei Disegni
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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