S. Celso. Veduta della chiesa di S. Maria presso S. Celso a Milano

disegno (?) 1924 - 1932

disegno tracciato a grafite su carta bianca

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO disegno
  • MATERIA E TECNICA carta/ grafite
  • ATTRIBUZIONI Ferrari, Arturo (1861-1932)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco
  • LOCALIZZAZIONE Castello Sforzesco - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Castello, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'artista ha definito il disegno "S. Celso" nella pagina manoscritta che accompagna il dodicesimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". L'attuale denominazione del luogo è corso Italia, 37, il nome completo della chiesa è Santa Maria dei Miracoli presso San Celso, un antico santuario di Milano.\nNel 1430 il duca Filippo Maria Visconti fece erigere la chiesa, trasversalmente rispetto alla preesistente basilica di San Celso, ponendovi un'edicola che custodiva l'immagine dipinta di una Madonna con Bambino; il 30 dicembre 1485 si assistette ad una miracolosa apparizione della Vergine nell'edicola e da allora la sacra effigie venne chiamata "Nostra Signora dei Miracoli", divenendo oggetto di una speciale devozione da parte del popolo milanese. Nel 1493 Ludovico il Moro affidò i lavori di ampliamento della chiesa, in un primo tempo all'architetto Giacomo Dolcebuono poi sostituito da Cristoforo Solari e dall'Amadeo. A Cristoforo Solari e soprattutto a Cesare Cesariano si deve invece il quadriportico antistante la chiesa, all'interno del quale Ferraro si pose per tracciare il disegno in esame. L'angolo raffigurato è quello di innesto tra il quadriportico e la facciata, progettata da Galeazzo Alessi e completata da Martino Bassi. Un analogo punto di ripresa, nel 1849, aveva attirato l'interesse del "lucigrafo" Luigi Sacchi, i cui calotipi erano entrati tra gli strumenti didattici della Scuola di Prospettiva a Brera nel 1851.\nLa vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932. \nIn quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Gabinetto dei Disegni
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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