S. Pietro in Gessate. Veduta della chiesa di S. Pietro in Gessate a Milano
disegno
(?) 1924 - 1932
Ferrari, Arturo (1861-1932)
1861-1932
disegno tracciato a grafite su carta bianca
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO disegno
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MATERIA E TECNICA
carta/ grafite
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ATTRIBUZIONI
Ferrari, Arturo (1861-1932)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco
- LOCALIZZAZIONE Castello Sforzesco - complesso
- INDIRIZZO Piazza Castello, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'artista ha definito il disegno "S. Pietro in Gessate" nella pagina manoscritta che accompagna il dodicesimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". La chiesa è attualmente ubicata nella piazza omonima. La ricostruzione dell'intero complesso risalente al XIII, avvenne tra il 1460 e il 1476 circa, probabilmente ad opera di Guiniforte Solari o del figlio Pietro Antonio. L'interno a croce latina è articolato in tre navate con campate a pianta quadrata, divise da sette arcate ogivali coperte da volte a crociera con cordonature cilindriche, affiancate da due file di cappelle a terminazione poligonale con volte a ombrello; i sostegni delle navate, al posto dei pilastri a fascio della tradizione gotica, furono costituiti da colonne corinzie in granito, unica concessione agli stilemi dell'umanesimo fiorentino. Il restauro eseguito tra il 1910 e il 1913 dall'architetto Brioschi riguardò la facciata in stile lombardo, che vide conservato il portale barocco al centro, ma eliminati i due ingressi laterali, e gli interni dove Guido Cagnola e Luca Beltrami riportarono in luce le decorazioni delle volte minori e delle cappelle. La chiesa fu gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943, in particolare nella navata destra alla quale era addossato il convento; il monastero, nell'ambito delle soppressioni conventuali operate da Maria Teresa a partire dal 1770, era passato all'orfanotrofio maschile (i cosidetti "Martinitt") che qui avava avuto la sua sede fino al 1932.\nLa vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932. \nIn quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- ENTE SCHEDATORE R03/ Gabinetto dei Disegni
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0