La Passione. Interno della chiesa di S. Maria della Passione a Milano
disegno
(?) 1924 - 1932
Ferrari, Arturo (1861-1932)
1861-1932
disegno tracciato a grafite su carta bianca
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO disegno
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MATERIA E TECNICA
carta/ grafite
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ATTRIBUZIONI
Ferrari, Arturo (1861-1932)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco
- LOCALIZZAZIONE Castello Sforzesco - complesso
- INDIRIZZO Piazza Castello, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'artista ha definito il disegno "La Passione" nella pagina manoscritta che accompagna il quattordicesimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". La chiesa, attualmente ubicata in via Vincenzo Bellini, ha origine nel XV secolo quando Birago, arcivescovo di Metellino, donò a Milano il terreno per l'edificazione. La prima parte ad essere costruita fu quella terminale, costituita da un tiburio ottagonale cui erano collegate otto cappelle, alternativamente a pianta semicircolare o rettangolare (1486). Il primitivo impianto forse concepito da Giovanni Antonio Amadeo, ma realizzato da Giovanni Battagio, era quindi centralizzato, come in molti santuari mariani della Lombardia rinascimentale. Di seguito il Lombardino edificò il tiburio, con le sue consuete e sobrie linee classicistiche. Ideata da Cristoforo Solari o, secondo Baroni, da Cristoforo Lombardi detto il Lombardino, fu compiuta nel 1530. Inizialmente costruito a croce greca, nel 1573, su istanza di Carlo Borromeo, l'edificio fu trasformato in un impianto longitudinale, più adatto alla predicazione, con l'aggiunta delle navate laterali ad opera dell'architetto Martino Bassi. \nNel disegno in esame Ferrari si sofferma sulla definizione della prima e della seconda cappella laterale nella navata sinistra, inondate dalla luce proveniente dalla finestra soprastante l'ingresso laterale alla chiesa. \nLa vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- ENTE SCHEDATORE R03/ Gabinetto dei Disegni
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0