Senza titolo. riquadro in gesso con elemento in carta nella parte superiore e in quella inferiore decorazione della superficie con pennellate a brevi segmenti
dipinto
1975 - 1975
Melotti, Fausto (1901-1986)
1901-1986
Tecnica mista su supporto rettangolare in gesso con applicazioni cartacee e interventi pittorici a olio. La composizione si articola in due registri distinti: nella metà superiore è collocato un elemento cartaceo increspato e modellato plasticamente entro la superficie, mentre nella parte inferiore si dispongono fitte sequenze verticali di brevi segmenti pittorici ottenuti mediante ripetute pennellate nere, grigie e rosate. L’opera presenta una superficie materica e irregolare, caratterizzata dall’alternanza tra rilievo plastico, incisione e stesura pittorica.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
gesso, carta carbonizzata e pittura ad olio/ tecnica mista
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ATTRIBUZIONI
Melotti, Fausto (1901-1986)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea. Collezione Gian Ferrari
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale - complesso
- INDIRIZZO Piazza Duomo, 12, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzato nel 1975, questo "Senza titolo" appartiene alla tarda produzione di Fausto Melotti, caratterizzata da una crescente libertà compositiva e da una ricerca incentrata sul dialogo tra segno, materia e ritmo spaziale. Pur mantenendo l’essenzialità e la sensibilità musicale che attraversano tutta la sua opera, il lavoro testimonia un progressivo allontanamento dal rigore geometrico delle sculture astratte degli anni Trenta a favore di una poetica più lirica, fragile e sperimentale.\nLa ripetizione modulare dei segni produce un ritmo visivo assimilabile a una sequenza sonora, secondo quella costante trasposizione tra musica e arti visive che costituisce uno degli aspetti centrali della ricerca di Melotti. L’opera sviluppa inoltre un raffinato equilibrio tra leggerezza e materia: la fragilità della carta carbonizzata e la morbida vibrazione cromatica del gesso contrastano con l’ordine seriale dei segni verticali, generando una tensione tra controllo compositivo e casualità poetica. In questa fase della sua attività Melotti tende infatti a trasformare la superficie in uno spazio di meditazione visiva, nel quale il vuoto, la pausa e la rarefazione assumono un ruolo fondamentale quanto gli elementi plastici e pittorici.\nIl lavoro entrò nelle collezioni del Museo del Novecento nel 2012 grazie al lascito testamentario di Claudia Gian Ferrari.\n\n- Roberto Pini
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
- DATA DI COMPILAZIONE 2017
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2026
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0