Leggenda della donna rapita da un'aquila gigante. Animali e figure umane
scultura
ca 1960 - 1970
Johannassie, Jack (1949- [autore Vivente])
1949- [autore vivente]
Statua di Inuk che viene rapito da un'aquila gigante che lo trascina dal cappuccio.\nCome da descrizione in elenco.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO scultura
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MATERIA E TECNICA
steatite grigia/ scultura/ intagllio/incisione/ levigatura, lucidatura
- AMBITO CULTURALE Popolazione Inuit
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ATTRIBUZIONI
Johannassie, Jack (1949- [autore Vivente])
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico. Collezione Canepa Collezione HT Inuit Collection
- LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
- INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE «Ittukalla è uno degli scultori un tempo appartenenti alla cooperativa artistica di Puvirnituq, nel Nunavik. Proveniente da una famiglia di scultori già affermati, iniziò la sua carriera artistica all’età di nove anni. Profondo conoscitore delle leggende e tradizioni inuit e dell’ambiente naturale artico, si distingue per il suo stile personale, e ha reso esplicita la sua poetica con queste parole: “è importante scolpire ciò che vuoi, e non scolpire quello che vogliono gli altri”. Forse riferendosi alle richieste dei mercanti di souvenir canadesi. Ogni sua opera infatti si distingue per il suo carattere di unicità, per la forza che trasmette e per l’empatia che comunica. La scultura qui descritta fa riferimento a una antica leggenda inuit che così narra: “un giorno un’aquila gigante prese una fanciulla, la portò su una rupe molto alta e la fece sua sposa. Per molto tempo vissero insieme e la ragazza rimase incinta. La fanciulla però, con un espediente, riuscì a fuggire dalla rupe e il marito l’andò subito a cercare. Un uomo vide l’aquila gigante e la uccise, poiché, a sua volta, desiderava la fanciulla e che in seguito sposò, senza però sapere che lei portava già un figlio in grembo. Nacque un aquilotto che sua mamma amava moltissimo, tanto da portarselo sempre con sé, all’interno del cappuccio del suo amautik (parka). Il nuovo marito però non gradiva che la donna riservasse le sue attenzioni esclusivamente all’aquilotto e pertanto la uccise”. Le leggende e le sculture “narrative” che le ripropongono si prestano a molteplici interpretazioni e non è facile analizzarle in modo soddisfacente. L’aquila viene identificata come uno spirito maligno e la fuga della fanciulla come una volontà di ritornare alla sua vita tradizionale. Attualmente i musei etnografici canadesi hanno messo in atto politiche museali di tipo dialogico, e sono gli stessi artisti Inuit - sia i più anziani, sia quelli contemporanei - che interpretano i significati più profondi veicolati dalle antiche leggende» (expertise Zanin, 2025)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
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DATA DI AGGIORNAMENTO
Museo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0