Tricheco (aiviq). tricheco

scultura ca 1982 -

Tricheco su lastra di ghiaccio, con zanne in avorio.\nCome da descrizione in elenco.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA serpentinite verde/ scultura/ levigatura, lucidatura
  • AMBITO CULTURALE Popolazione Inuit
  • ATTRIBUZIONI Simeonie Keenainak (?); Seemeonie
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico. Collezione Canepa Collezione HT Inuit Collection
  • LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
  • INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE «L’Autore, nella ideazione del tricheco, mostra una perfetta conoscenza delle sue caratteristiche peculiari, ma ciò che colpisce è il colore della pietra, che è anche particolarmente liscia, morbida e adatta alla lucidatura, tanto da rendere molto realistico l’aspetto lucido della sua pelle. La scelta di un colore così inconsueto e non conforme al colore dei trichechi, sottolinea la libertà espressiva di Keenainak e la sua capacità di realizzare un’opera assecondando innanzitutto la sua visione artistica.\nAnche tuttora, per gli artisti canadesi, la scelta della pietra scultorea costituisce il primo e più importante momento nell’ambito delle fasi di ideazione di un manufatto, fino a condizionarne lo stile. Viene in genere usata la pietra disponibile localmente anche se alcune cave di steatite o serpentinite, nel tempo, si sono esaurite. Le pietre di difficile reperimento, pertanto, vengono importate da regioni lontane; è noto, ad esempio, l’ampio utilizzo di steatite brasiliana.\nLe tecniche scultoree del Nunavut non prevedono un bozzetto preparatorio, ma le opere vengono direttamente scolpite nella pietra, spesso a cielo aperto, per poi essere rifinite in un luogo chiuso. \nIn ambito artico, fin dall’epoca Dorset (800 a.C.- 1100 d.C.), trichechi, insieme a uccelli e orsi, costituivano una delle iconografie più ricorrenti. Si riteneva che fossero dominati da Sedna, la Signora del mare, poiché originati dalle sue dita mozzate dal padre a scopo punitivo prima che la ragazza si si trasformasse, suo malgrado, in una sirena.\nGli Inuit apprezzavano molto i trichechi, sia per la mitezza e l’esemplare capacità di vivere in gruppo, sia per le innumerevoli risorse che fornivano quali, ad esempio, la pelle utilizzata per rivestire gli scafi dei Kayak e degli umiak, l’avorio e la carne adatta anche a sfamare i cani» (expertise Zanin, 2025).
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
  • DATA DI COMPILAZIONE 2023
  • DATA DI AGGIORNAMENTO Museo
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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