comoda di Caniana, Giovanni Battista (bottega) - bottega lombarda (prima metà sec. XVIII)

comoda sec. XVIII prima metà

Coppia di comode in legno di abete impiallacciate e intarsiate in legno di carrubo, bosso e acero. Allegorie dell'abbondanza sul fronte.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO comoda
  • MATERIA E TECNICA legno di abete
    legno di carrubo, acero e bosso
  • AMBITO CULTURALE Bottega Lombarda
  • ATTRIBUZIONI Caniana, Giovanni Battista (bottega)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
  • INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La coppia di comode è realizzata con fusto in abete, interamente impiallacciato in carrubo, bosso e acero. Entrambi i mobili presentano una struttura a corpo unico con piano superiore ribaltabile, sotto il quale si apre un vano chiuso da sportello frontale; una delle due conserva la funzione originaria di comoda, mentre l’altra risulta riadattata a comodino in epoca successiva. Il fronte delle due comode è decorato con il medesimo soggetto intarsiato, raffigurante l’Allegoria dell’Abbondanza: una figura femminile avvolta in un ampio drappo, posta tra cornucopie colme di frutti. I montanti sono scanditi da colonne corinzie intarsiate.\nI fianchi presentano una decorazione intarsiata con vasi da cui si dipartono ampi girali vegetali. I piani superiori, anch’essi intarsiati, sono ornati da riserve sagomate entro le quali compaiono figure femminili che reggono uno specchio, iconografia riconducibile a una possibile allusione alla Vanitas, in dialogo simbolico con il tema dell’Abbondanza sviluppato sui fronti. Le superfici interne sono arricchite da una decorazione in lacca dipinta a finto marmo. I piedi, differenti nei due mobili, risultano aggiunte postume.\nQuesta coppia di arredi è già attribuita alla bottega bergamasca dei Caniana, famiglia di ebanisti attiva tra la fine del XVII e il XVIII secolo e protagonista di importanti imprese decorative, tra cui i lavori per la Basilica di San Martino, in un contesto culturale aggiornato sui modelli decorativi tardo-barocchi, ma che al contempo guarda alla tradizione rinascimentale della tarsia, che proprio a Bergamo raggiunse uno dei suoi vertici nelle celebri tarsie commissionate dalla Misericordia per la Basilica di Santa Maria Maggiore, eseguite da Francesco Capoferri su disegno di Lorenzo Lotto.\n
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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