vaso - manifattura cantonese (primo quarto sec. XIX)
vaso
sec. XIX primo quarto
Quattro vasi in porcellana con anse in forma di drago con scene dipinte a smalti policromi. Supporti in bronzo dorato e piedistallo in legno ebanizzato.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO vaso
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MATERIA E TECNICA
bronzo/ doratura
legno
porcellana
smalti policromi
- AMBITO CULTURALE Manifattura Cantonese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
- INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I quattro vasi cinesi, montati su supporti in bronzo e collocati su alti basamenti lignei, provengono dalla collezione Resta e sono riconducibili alla produzione della manifattura di Canton, attiva nella realizzazione di imponenti elementi d’arredo di rappresentanza destinati al mercato occidentale. I vasi sono databili alla prima metà del XIX secolo, durante il regno dell’imperatore Daoguang della dinastia Qing. Le superfici sono interamente decorate con scene animate di battaglia e di vita cortigiana, caratterizzate da colori brillanti e contorni netti, concepiti per garantire una chiara leggibilità anche a distanza, in funzione della collocazione monumentale degli oggetti all’interno degli interni europei. Dal punto di vista iconografico, tali scene sembrano rimandare alla tradizione narrativa dei grandi romanzi classici cinesi, in particolare a I Briganti (“Shuihu zhuan”, noto anche come “I Cavalieri della palude”), uno dei repertori figurativi più frequentemente utilizzati nella produzione di porcellane cantonensi destinate all’esportazione nel XIX secolo. La resa seriale e affollata delle composizioni, con numerosi personaggi colti in episodi dinamici, è coerente con questo ambito narrativo. Sotto il profilo stilistico, i vasi appartengono alla cosiddetta “famiglia rosa”, una tipologia di porcellana affermatasi in Cina a partire dall’era Yongzheng (1723–1735), caratterizzata dall’uso dello smalto rosa, introdotto nelle manifatture cinesi dai gesuiti in epoca Kangxi (1661–1722), e da smalti opachi dalle tonalità attenuate mediante l’aggiunta di bianco. In questa produzione ottocentesca destinata al gusto occidentale, tali caratteristiche cromatiche sono declinate in modo più marcato e semplificato rispetto alle raffinate porcellane settecentesche, privilegiando l’impatto visivo rispetto al dettaglio minuzioso. Questi vasi testimoniano in modo eloquente l’interesse del collezionismo privato europeo tra Sette e Ottocento per le arti decorative orientali. Importati in grande quantità attraverso i circuiti commerciali internazionali, tali manufatti entrarono a far parte degli interni aristocratici e borghesi come simboli di prestigio, gusto esotico e apertura culturale, contribuendo a definire il carattere scenografico e cosmopolita delle dimore europee dell’epoca.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0