inginocchiatoio - bottega bergamasca (fine sec. XVII)

inginocchiatoio sec. XVII fine

Inginocchiatoio in legno di pioppo intarsiato in noce e acero con motivi di volute fogliacee e una figura di santo entro il pannello frontale. Piano sostenuto da quattro colonne corinzie.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO inginocchiatoio
  • MATERIA E TECNICA legno di pioppo
    metallo
    legno di noce ebanizzato/ intaglio
    legno di noce e acero/ tarsia
  • AMBITO CULTURALE Bottega Bergamasca
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
  • INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’inginocchiatoio è realizzato con fusto in legno di pioppo, impreziosito da una ricca struttura di cornici in legno ebanizzato e da un articolato apparato d’intarsio in noce e acero che scandisce l’intera superficie dell’arredo. La fascia sottopiano accoglie un cassetto frontale, il cui prospetto è decorato da due cartelle a girali fogliacei disposte ai lati della bocchetta metallica centrale, il tutto entro una cornice geometrica intarsiata. Ai lati del cassetto sono intagliati motivi a guilloché in legno ebanizzato, ripresi anche nelle cornicette che percorrono e compartiscono le superfici del mobile. Il piano superiore è sostenuto da quattro colonne tornite con capitelli corinzi, poggianti su alti basamenti intarsiati a motivi geometrici. Il fronte del basamento è ornato da ampi girali fogliacei e fiori racchiusi entro una cornice a tarsia geometrica, mentre la superficie d’appoggio per le ginocchia presenta una cartella mistilinea decorata con analoghi motivi vegetali. Il pannello frontale è intarsiato con una figura clipeata inscritta entro un fitto sviluppo di girali fogliacei, a loro volta racchiusi da una bordura geometrica. I fianchi sono arricchiti da motivi a volute intagliate e intarsiate, mentre il piano presenta al centro una grande cartella decorativa con il consueto repertorio di girali e fiori, incorniciata da fascia geometrica. I piedi sono modanati a mensola.\nIl mobile si colloca nell’ambito della produzione ebanistica bergamasca attiva tra XVII e XVIII secolo, cui appare quanto più prossima per impostazione formale e lessico decorativo. I motivi a volute trovano puntuali confronti con un cassettone conservato presso l’Accademia Carrara di Bergamo e con un esemplare analogo nelle Civiche Raccolte d’Arte del Comune di Milano. L’arredo è inoltre confrontabile con opere di Gian Battista Caniana (1671–1754), in particolare con gli armadi della Seconda Sagrestia della Basilica di San Martino ad Alzano Lombardo, eseguiti nel 1691 in collaborazione con i fratelli Giovanni Paolo e Giacomo Antonio. In tali manufatti Caniana dispone tarsie a soggetti floreali incorniciate da cornicette a guilloché, soluzione ornamentale che trova stringenti affinità anche nel presente inginocchiatoio, confermandone l’inquadramento entro la cultura ebanistica bergamasca tra Sei e Settecento.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE