Crocefisso, 165. Cristo crocifisso
dipinto
post 1977 - ante 1977
sacro
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO dipinto
- NOTIZIE STORICO CRITICHE "Crocefisso, 165" testimonia della progressiva consumazione delle sembianze umane del Crocefisso perseguita da Congdon: «Dipingo "il corpo: testa-torace-gambe" come una sola massa scura di morte, ma interiormente luminosa, dell'alba della nuova vita. Le braccia spariscono [...], hanno la funzione descrittiva di definire la Croce, ma sono esterne all'intima sofferenza di Gesù; e così anche i piedi. Non elimino le gambe perché "homo erectus" senza le gambe non "sta"». In effetti, la figura del Crocefisso si riduce a una lunga e sottile barra verticale, proprio al centro del dipinto, totalmente isolata contro un fondo color bronzo, sul quale sembra essere sbalzata mediante un contorno che la assimila a una grande cicatrice: il corpo stesso, dunque, viene a identificarsi con la propria piaga. Tuttavia, la testa, abbassata sotto la linea delle spalle e quasi in procinto di staccarsi dal corpo, ha una forma accostabile a un seme e pertanto il corpo può essere associato a un solco.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- DATA DI COMPILAZIONE 2007
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0