organo stanziale
Osimo,
1755 - 1755
Nachini Pietro (1694/ 1769)
1694/ 1769
organo collocato in cantoria lignea con pavimento in mattoni, parapetto diritto sormontato da struttura con 3 grate apribili orizzontalmente e fregio floreale centrale, diviso in tre specchiature ognuna con elemento decorativo; cassa lignea inserita nel muro con prospetto dipinto semplicemente a tempera uniforme, 2 stemmi dipinti ai lati del vano delle canne. Vano delle canne arcuato sormontato da cornice a trabeazione e dentellatura
- OGGETTO organo stanziale
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CLASSIFICAZIONE
Stanziale
stanziale
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ATTRIBUZIONI
Nachini Pietro (1694/ 1769): costruttore
- LOCALIZZAZIONE Chiesa della S.ma Trinità
- INDIRIZZO Piazza Duomo 7 - Osimo, Osimo (AN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Lo strumento è stato costruito nel 1755 da Pietro Nachini, come riporta l'iscrizione sul supporto ligneo del leggio, per la chiesa di S. Benedetto in Osimo. Successivamente trasferito, nel XIX secolo, nella chiesa di S. Palazia dove è rimasto fino al 2021 (anno dello smontaggio in occasione dell'ultimo restauro, durante il quale è stato deciso che venisse rimontato in altra chiesa, viste le condizioni precarie del sito di S. Palazia ed i danni subiti in seguito al terremoto); nel 2025, al termine del restauro, lo strumento è stato rimontato nella chiesa della SS. Trinità, dove però il rimontaggio in spazi più ristretti ha comportato alcune difficoltà che verranno trattate nel paragrafo relativo al restauro. Nel corso dei secoli ha subito diversi interventi a partire dall'aggiunta del somiere di basseria da parte di Gaetano Callido (documentato da iscrizione a fuoco dell'inconfondibile monogramma callidiano "G+C" e la "O" per Osimo), modifica della quota di tale somiere con aggiunta di gambe, eliminazione delle prime canne del Flauto in XII con chiusura dei fori sulla coperta con colla, carta e gesso, sostituzione della manticeria originale con altra di costruzione mediocre. Nella metà del 1800 la stessa manticeria è stata ridotta con eliminazione di un mantice e trasformazione in mantice serbatoio del superstite con aggiunta di 2 pompe sottostanti. In sintesi, gli interventi sullo strumento sono stati: Gaetano Callido (metà del XVIII sec.) Mariano Rughini (nel 1856e nel 1860), Pietro Cioccolani (nel 1864 e nel1870), Ditta Burroni (prima metà 1900). Infine il restauro di Riccardo Sabatini di Pesaro nel 2025, che lo ha riportato alla fisionomia originale. Il supporto recante l'iscrizione che ha determinato la paternità e la datazione dello strumento non è stato reintegrato in quanto, dopo lo spostamento da S. Palazia a SS. Trinità, gli spazi erano ridotti e la tavola non poteva essere utilizzata; adesso è in attesa di essere restaurata per essere poi musealizzata. La panca originale, non restaurata, è rimasta a S. Palazia
- TIPOLOGIA SCHEDA Strumenti musicali-Organo
- USO uso liturgico
- ISCRIZIONE AUCTORE REVERENDO DNO PETRO / NACHINIO ARTE EXIMIO SUMPTIBUS / MONASTERIJ / ANNO DNI MDCCLV
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100394525
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino
- ENTE SCHEDATORE Arcidiocesi di Ancona - Osimo
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0