Ferrara - via Scandiana - Palazzo Schifanoia - facciata

negativo, 1978 - 1978
  • OGGETTO negativo
  • SOGGETTO Scultori - Italia - Sec. 15. - Antonio di Gregorio
    Strade - Via Scandiana
    Architetti - Italia - Sec. 15. - Benvenuti, Pietro
    Sculture - Rilievi - 1466-1471 - portale principale [di] Palazzo Schifanoia
    Architetti - Italia - Sec. 15.-16. - Rossetti, Biagio <1447-1516>
    Italia - Emilia Romagna - Ferrara - Architettura - Palazzi - Palazzo Schifanoia
    Scultori - Italia - Sec. 15. - Ambrogio di Giacomo [da] Milano
    Palazzo Schifanoia - 1466-1493 - Fabbrica quattrocentesca - facciata
  • MATERIA E TECNICA pellicola
    gelatina bromuro d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • LOCALIZZAZIONE Ferrara (FE) - Emilia-Romagna , ITALIA
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La ripresa in esame mostra la facciata quattrocentesca di Palazzo Schifanoia a Ferrara, col portale principale in primo piano. Fu eseguita nel 1978 dal fotografo Aldo Gessi e il negativo è menzionato nell'inventario museale della Fototeca dei Musei d'Arte Antica di Ferrara. Nel registro è segnato inoltre il negativo n. 55986, che probabilmente si riferisce a un primo scatto della stessa inquadratura. Il primo nucleo del palazzo fu edificato nel 1385 per volontà di Alberto V d’Este. La lunghezza della fronte doveva essere di 32 metri ed è riconoscibile, se pure alterata, nel corpo basso ai civici 19 e 21 di via Scandiana. Il fabbricato si rivelò presto insufficiente per gli scopi di svago e di accoglienza degli ospiti e nel 1391 venne prolungato fino a raggiungere la lunghezza di 96 metri. Questa porzione nuova è tuttora segnata, in facciata, da archetti tamponati e rasati che probabilmente un tempo erano una parte di una cornice di coronamento più complessa, che chiudeva l’aggiunta tardo trecentesca nata anch’essa, come il primo nucleo, ad un solo piano. Sarà Borso d’Este, nel 1465, ad avviare nuovi consistenti lavori che probabilmente partirono nei primi mesi del 1466. Vennero diretti da Pietro di Benvenuto degli Ordini (notizie 1458 – m. 1484), noto come muratore ma in realtà con mansioni di vero e proprio capo cantiere, uomo di fiducia di Borso che, nel 1469, lo nominò architetto ducale. Nel 1469 una prima parte del palazzo doveva essere terminata, perché negli ultimi mesi dell’anno Borso d’Este risulta risiedere nell’edificio. I lavori proseguirono per anni e il corpo aggiunto ad est, quello edificato nel 1391, venne sopraelevato di un piano. Venne “vuotato” il loggiato inferiore, l’atrio al quale si accede per il portone principale, per dare respiro all’ingresso. Così dall’ingresso, passata la loggia, si arrivava al cortile dove una scala coperta da tetto di piombo sostenuto da colonnette di marmo portava direttamente al Salone dei Mesi. Sempre nell’ambito dei grandi lavori avviati con il 1466, il prospetto venne affrescato a motivi geometrici, ottagoni e quadrati ad imitazione di figure create con commessi di marmi antichi. Se ne può vedere un esempio in ciò che rimane nell’estrema porzione est del palazzo. La facciata est, che un tempo era esterna, fu inglobata in una ulteriore piccola aggiunta del palazzo voluta nel 1493, questo ha fatto sì che una parte della decorazione esterna, divenuta interna, si sia conservata (Atlante vol. 2 fig. 297). Il portale principale fu realizzato nel 1466-71 da Ambrogio di Giacomo da Milano e da Antonio di Gregorio. Parte integrante del prospetto, esso riprese temi e motivi presenti all’interno. L’unicorno che campeggia in alto è simbolo di Borso d’Este. I due scalpellini sono in realtà gli unici nominati nei documenti, per questo motivo Ruhmer nel 1968 ipotizzò che il portale fosse opera loro. Esistono tuttavia altre ipotesi, ma questa rimane abbastanza accreditata. La collocazione del nuovo portale si inserì all’interno di un intento ben preciso: nel 1470 venne spianato il terreno antistante il palazzo e il grande prospetto, con il suo portale dal quale entravano e uscivano gli attori, diventò fondale teatrale per i giochi, i tornei, le feste e le rappresentazioni che si tenevano nella piazza lunga e stretta che si apriva davanti al palazzo. Intorno alla "delizia" gli orti dei conventi creavano un’oasi di pace e tranquillità, appena più in là le mura assicuravano protezione. Nel 1493 si attestò un crollo, probabilmente di una porzione della merlatura dell’ala est. A riparare i danni venne chiamato Biagio Rossetti al quale si deve, con ogni probabilità, l’ideazione e la posa del cornicione in cotto. Il cornicione era anch’esso, con ogni probabilità, dipinto di chiaro ad imitazione di materiale lapideo. Rossetti lavorò nel solco del suo predecessore e non portò motivi di rinnovamento radicale nella piccola aggiunta ad est del palazzo (l’attuale Sala dei Marmi)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800634755
  • NUMERO D'INVENTARIO 55987
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DATA DI COMPILAZIONE 2014
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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