Ranieri di Monaco
negativo servizio,
XX seconda metà
- OGGETTO negativo servizio
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SOGGETTO
Sovrani - Ranieri III di Monaco <1923-2005>
Sovrani - Kelly, Grace principessa di Monaco <1929-1982>
Corride - Benítez Pérez, Manuel, detto El Cordobés
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MATERIA E TECNICA
gelatina ai sali d'argento (acetati)
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CLASSIFICAZIONE
FOTOREPORTAGE
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ATTRIBUZIONI
Alfa Press Service S.n.c. – Agenzia Fotogiornalistica (ditta): fotografo principale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
- LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
- INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La corrida è uno pettacolo consistente nella lotta di uomini contro tori. Ha origine dalla tauromachia greca e romana, ma nella sua forma attuale è nato in Spagna nell’11° sec. circa, e da lì si è diffuso in Portogallo, nella Francia del Sud e in America Latina. Il luogo della c. è un’arena circolare (plaza de toros); lo spettacolo comprende di solito 6 combattimenti, nei quali 3 matadores affrontano 2 tori ciascuno. Il matador ha ai suoi ordini una squadra (cuadrilla) di 5 uomini: i peones o banderilleros (toreri a piedi) e i picadores (toreri a cavallo). La c. consta di tre fasi (tercio de varas, tercio da banderillas e tercio de muleta). Nella prima i peones e lo stesso matador incitano il toro con la cappa (capote de brega) per insegnargli a caricare in modo ripetitivo, quindi il matador lo conduce all’incontro con il picador, che, in più riprese, infligge nella protuberanza muscolosa situata dietro il collo del toro (morillo) uno o più colpi di pica (asta di legno con una punta in metallo munita di arresto) per indebolirlo. Nella seconda fase i banderilleros a turno o lo stesso matador vanno incontro al toro conficcandogli sul dorso una banderilla (asticciola di legno coperta di carta colorata, con un rampone sulla punta). Infine, il matador esegue una serie di pericolosi passaggi con la muleta (drappo rosso sorretto da un’asta di legno) e la spada (estoque); quando ritiene che il toro abbia esaurito le sue forze, fa in modo che questo si disponga a zampe riunite e, con l’ultima carica, la muleta nella mano sinistra, lo uccide, conficcandogli la spada fra le scapole con la mano destra. Di umili origini, riuscì a diventare uno dei più famosi rappresentanti della tauromachia internazionale ed è considerato in questo campo una delle icone degli anni sessanta del XX secolo. Dotato di uno stile poco ortodosso (chiamato in spagnolo diferente), che si caratterizzava per la sua immobilità davanti al toro, causò sempre molta emozione durante i suoi combattimenti ma altrettanti giudizi controversi. Fu proclamato dal comune di Cordova quinto Califa del Toreo, insieme a Lagartijo, Guerrita, Machaquito e Manolete
- TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500953692
- NUMERO D'INVENTARIO da Jov_000133_NP_af_2 a Jov_00013_NP_ag_3
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
- ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0