Benigno ZACCAGNINI a POSITANO; on. Carmelo Conte con on. Michele Sellitti e con Piero Marrazzo; Gigi Proietti

positivo servizio, XX ultimo quarto
  • OGGETTO positivo servizio
  • SOGGETTO Politici - Zaccagnini, Benigno <1912-1989>
  • MATERIA E TECNICA pellicola
    processi a distruzione di coloranti
  • MISURE Misura del bene culturale 1500954097: 24x36 mm
  • CLASSIFICAZIONE FOTOREPORTAGE
  • ATTRIBUZIONI Jovane, Francesco (1930/04/18-2002/12/15): fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
  • LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
  • INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE ZACCAGNINI, Benigno Giuseppe. – Nacque a Faenza il 17 aprile 1912, quintogenito di Aristide (Imola, 22 luglio 1879-Ravenna, 29 febbraio 1960), ferroviere, e di Rita Scardovi (Sant’Agata sul Santerno, 1881-Ravenna, 1954), casalinga. Ebbe quattro sorelle e due fratelli: Gioconda (nata e morta nel 1905), Gioconda (1906-2001), Domenica (1908-2007), Santina (1909-2013), Oslavio (1916-1918) e Giuseppe (1918-2010). Per via del lavoro di suo padre, si trasferì nel 1913 dalla Romagna a Mozzecane, piccolo centro in provincia di Verona, dove rimase con la sua famiglia fino al 1923. La prima educazione cattolica gli fu data in famiglia e poi nell’asilo delle Piccole suore della Sacra famiglia. Nel paese veneto svolse poi il corso di studi elementare, continuando come pendolare a Verona, dove frequentò la prima e la seconda ginnasiale. Completò il ginnasio prima a Parma, dove fu allievo dei salesiani, quindi a Ravenna, dove svolse la parte restante del ciclo liceale, e dove a diciassette anni risultò vincitore di un concorso catechistico e a diciannove divenne presidente diocesano della Gioventù italiana di Azione cattolica. Nel frattempo il padre, licenziato dalle ferrovie per la sua fede antifascista, venne assunto, grazie all’intermediazione di monsignor Antonio Lega, presso l’Agenzia viaggi del Credito romagnolo. In quel periodo contribuirono in maniera determinante alla formazione ideale e spirituale in senso antitotalitario di Zaccagnini vari rappresentanti del clero democratico e antifascista: Nicola Silvagni, Giovanni Minzoni, Primo Mazzolari; Giuseppe Sangiorgi, Luigi Sturzo, cui si affiancarono modelli di difesa della libertà politica e civile, come quelli offerti dai laici Alcide De Gasperi e Giuseppe Donati. Completato il liceo, Zaccagnini si iscrisse nel 1930 alla facoltà di medicina dell’Università degli studi di Bologna, conseguendo il 26 giugno 1936 la laurea con una tesi dal titolo La morbilità in rapporto alla costituzione morfologica individuale (relatore prof. Giacinto Viola, ordinario di clinica medica e terapia medica). Si specializzò l’anno successivo in clinica pediatrica presso l’Università di Siena. Contemporaneamente agli anni universitari si iscrisse alla Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI). Tornato a Ravenna, cominciò la sua professione sanitaria come direttore medico del poliambulatorio dell’Ospizio cronici e abbandonati S. Teresa del Bambino Gesù, che accoglieva persone in stato di forte disagio sociale e fisico; riorganizzò il Segretariato S. Pier Damiani e ricoprì l’incarico di presidente diocesano dei Giovani di Azione cattolica (1938-41): durante tale incarico incontrò, il 21 luglio 1939 a Ravenna in arcivescovado, il nuovo presidente nazionale della FUCI, Aldo Moro. Dopo la frequenza della Scuola allievi ufficiali a Firenze, nel 1941 passò al 28° reggimento fanteria della brigata Pavia di stanza a Cesena. Nel 1942 andò a Lecce e due mesi dopo l’arrivo fu inviato come tenente medico di complemento in Slovenia nella brigata Macerata. Si distinse, in particolare, per le azioni compiute il 2 ottobre 1942 alle pendici della Crni Vhr, meritando la croce al valor militare. Dopo l’8 settembre 1943 riuscì a sfuggire con ingegno alla deportazione in un campo di concentramento in Germania; inorridito dalla violenza bellica, maturò il desiderio di tornare a Ravenna al suo vecchio lavoro di medico, ma tale volontà di ripiegamento nel privato durò poco nella sua coscienza: dinanzi allo sfacelo di tutte le strutture del mondo cattolico italiano e alle devastazioni prodotte dalla guerra totale ancora in atto nell’Italia divisa in due e abbandonata a se stessa dalla sua classe politica dirigente, Zaccagnini insieme ad altri suoi compagni dell’Azione cattolica romagnola scelse, nell’ottobre del 1943, di non rimanere semplice spettatore degli eventi ma di divenire membro attivo della Resistenza all’occupazione nazifascista. Nel 1944 Zaccagnini (nome di battaglia da partigiano, Tommaso Moro) divenne presidente del Comitato di liberazione nazionale (CLN) provinciale di Ravenna con il sostegno di tutte le forze politiche antifasciste. Dal gennaio all’agosto del 1945 fu direttore del quotidiano e organo del CLN provinciale La Democrazia, divenendo così una delle personalità più note e seguite della nascente Democrazia cristiana (DC) ravennate. Appena terminata la guerra sposò in una cerimonia celebrata da suo fratello don Giuseppe a Ravenna, il 26 maggio 1945, Maria Anna Busignani. Nel 1946 venne eletto nel collegio di Bologna, con 11.121 voti, all’Assemblea costituente, andando a posizionarsi nell’area della sinistra democristiana con Moro, Giuseppe Dossetti, Giuseppe Lazzati, Amintore Fanfani e Giorgio La Pira. Nel 1948 fu eletto deputato nella prima legislatura repubblicana con 16.000 voti di preferenza nella sua storica circoscrizione XII di Bologna: rimase alla Camera fino al 1983, quando entrò a far parte del Senato fino al 1989, e dal 1979 al 1981 fu anche europarlamentare. Cfr.: https://www.treccani.it/enciclopedia
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500954097
  • NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000092_DIA_001 a JOV_000092_DIA_020
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
  • ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

RIUSATO DA

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Jovane, Francesco (1930/04/18-2002/12/15)

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'