Vibo Valentia. Monumenti
positivo servizio,
XX anni ottanta
- OGGETTO positivo servizio
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SOGGETTO
Vibo Valentia - Monumenti
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MATERIA E TECNICA
pellicola
processi a distruzione di coloranti
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MISURE
Misura del bene culturale 1500954146: 24x36 mm
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CLASSIFICAZIONE
FOTOREPORTAGE
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ATTRIBUZIONI
Alfa Press Service S.n.c. – Agenzia Fotogiornalistica (1975-1990): fotografo principale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
- LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
- INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Comune della Calabria (fino al 1927 Monteleone di Calabria; 46,57 km2 con 31.451 ab. nel 2020), capoluogo di provincia. La città è situata a 476 m s.l.m., sull’orlo rilevato nord-orientale del Monte Poro. Il nucleo più antico si raggruppa ai piedi del castello; le vie rettilinee, ricavate in seguito agli eventi tellurici dei secoli scorsi fino a quello del 1905, spezzano l’intricato intreccio delle viuzze del borgo medievale, mentre la parte recente si estende nella zona pianeggiante occidentale. La popolazione comunale, in costante crescita fino all’inizio degli anni 1990 grazie allo sviluppo dell’area industriale, ha subito nei due decenni successivi un leggero decremento. V. è uno dei principali centri industriali della Calabria, con impianti per la produzione di materiale per l’edilizia e ferroviario, industrie chimiche, petrolchimiche, alimentari e tessili. Sviluppata è pure l’attività del porto (peschereccio e commerciale). Grande cementificio nella frazione Portosalvo. È la greca Ipponio, fondata (fine del 7° sec. a.C.) dai coloni di Locri Epizefiri. Delle vicende più antiche sappiamo pochissimo. Nel 422 a.C. fu in guerra con Locri, poi partecipò alla lega italiota (battaglia dell’Elleporo, 389 a.C.), fu smantellata e il territorio dato ai Locresi. Ricostituita, cadde in mano dei Bruzi (356 ca.). Nel 192 i Romani vi dedussero una colonia di diritto latino, Valentia, cui aggiunsero il nome locale Vibo. Dopo la guerra sociale divenne municipio romano e visse un periodo di grande floridezza. I Bizantini la rifortificarono ma, pressoché distrutta dai Saraceni (850 e 983), la città decadde. Nel 1056 Ruggero d’Altavilla vi elevò un castello e Federico II fece riedificare (1235) col nome di Monteleone di Calabria la città nuova. Infeudata nel 1420 ai Caracciolo, poi ai Brancaccio, nel 17° sec. passò ai Pignatelli. V. ebbe parte notevole nella rivoluzione del 1799. La provincia, istituita nel 1992 amputando quella di Catanzaro della sua parte sud-occidentale, ha il suo baricentro nella microregione del capoluogo, il Vibonese, grosso modo corrispondente al rilievo del Poro, e comprende anche la valle del fiume Mesima e il versante tirrenico della Serra. Più consistente, rispetto a quello della popolazione del comune, il decremento della popolazione provinciale, legato soprattutto a un consistente movimento emigratorio. L’agricoltura (cereali, agrumi, ortaggi, olivi) riveste, insieme all’allevamento del bestiame e alla pesca, un ruolo importante nell’economia locale. Le industrie (prevalentemente unità di piccole e medie dimensioni) operano nei comparti alimentare, conserviero, chimico e metallurgico. Grande rilievo ha il turismo balneare, per il quale sono particolarmente rinomate le spiagge del capoluogo (V. Marina), di Tropea e di Pizzo. Cfr.: https://www.treccani.it/enciclopedia
- TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500954146
- NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000161_DIA_0001 a JOV_000161_DIA_0011
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
- ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0