elettrometro di thomson

XIX secolo seconda metà

L'elettrometro in esame, detto a quadranti sulla base delle sue modalità costruttive, fu descritto per la prima volta nel 1867 William Thomson. Per funzionare richiedeva l'impiego di una pila e di un sistema canocchiale-scala graduata (il cosiddetto metodo della leva ottica), per evidenziare e misurare la rotazione dello specchio all'interno dello strumento. Tra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta questo dispositivo fu l'elettrometro più diffuso per misurare differenze di potenziale. Nei primi modelli, come questo, le oscillazioni dell'equipaggio mobile venivano rapidamente smorzate sfruttando la viscosità del'acido solforico concentrato posto in un piccolo recipiente di vetro adagiato sul fondo. Lo strumento si presenta in condizioni mediocri, con molte parti interne rotte o mancanti

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