spettrografo

1923 - 1923

Lo spettrografo è uno strumento utilizzato per analizzare e registrare lo spettro di una sorgente di radiazioni elettromagnetiche. Quello in esame, interamente in metallo, poggiante su tre piedi, è costituito da - come si legge nell'inventario Catania-Lecce- una «fenditura lineare di larghezza regolabile, disposta verticalmente tra due lastrine di cui solo una e mobile. La regolazione in larghezza della fenditura avviene per mezzo di una vite micrometrica, che porta un tamburo diviso in trenta parti. Davanti alla fenditura si puo far scorrere una lastrina con taglio a "V", che permette di variarne la larghezza. Dietro di essa si trova l'obiettivo del collimatore, la cui posizione puo essere cambiata per mezzo di un tamburo mobile diviso in quaranta parti. Dopo il collimatore e' posizionato un diaframma che regola l'intensità della luce; seguono poi un prisma di vetro ed un'altra lente collimatrice. Infine si trova il quadro fisso porta-lastre, dotato di una scala graduata, su cui scorre verticalmente un quadro mobile che si puo bloccare per mezzo di una vite. Al quadro mobile si applica una lastra per lo spettro visibile, di dimensioni 6 cm x 9 cm. [...] Allentando una vite posta sul piedistallo e possibile far ruotare lo spettrografo». Nell'Inventario si fa cenno ad un altro esemplare come questo ritrovato nel museo, che è stato trovato in un altro luogo e con altra numerazione e identificato successivamente

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