telegrafo elettrico di morse

1870 - 1886

Lo strumento viene catalogato come bene complesso in quanto è costituito da un insieme di più parti, distinte e separate, che al momento della ricognizione si trovavano anche distanti tra loro e che solo ora sono state ricondotte ad un unico oggetto. Nell'Inventario dell'Istituto di Fisica si parla di "telegrafi elettrici di Morse completi"; non si capisce perché si parli di telegrafi al plurale, visto che le parti ritrovate sembrano appartenere ad un unico insieme, ma sicuramente le parti principali sono tutte presenti. Infatti, il telegrafo in esame è costituito da: un tasto trasmettitore (detto anche manipolatore), un commutatore di tipo svizzero e una macchina scrivente come ricevitore. Accanto a questi tre elementi, sicuramente afferenti allo stesso strumento - per affinità di marchio e confronto per immagine con altri esemplari trovati sulle fonti - sullo stesso scaffale si trova una quarta componente: un'ulteriore ruota fissa, simile a quella presente sulla macchina scrivente attorno alla quale scorre la bobina; questa, però, isolata, non presenta nè carta, nè marchi di fabbrica, nè numeri di inventario. Potrebbe essere un'ulteriore bobina aggiuntiva per il ricevitore o essere l'unità principale del secondo telegrafo a cui fa riferimento l'inventario, che andava unito alle altre componenti. Vista la similitudine tipologica nonché la vicinanza di esposizione all'interno del museo, si è deciso di catalogarla insieme alle altre parti. Il manipolatore è costituito da una leva con un punzone all'estremità ancorata ad una base lignea di ebano; abbassando la leva, il punzone imprimeva sul rotolo di carta il segno. Il commutatore consisteva di sei barrette di ottone incastrate tre su una faccia e tre, ortogonali alle prime, su quella opposta di un prisma di legno a base quadrata, in modo da rimanere isolate tra loro; in corrispondenza dei punti di incrocio le barrette e il legno erano forati per poter far passare una spina di cortocircuito. A seconda della posizione delle spine (al massimo tre) era possibile realizzare le ventuno configurazioni circuitali che soddisfacevano tutte le esigenze del servizio. Il ricevitore è una rumorosa macchina scrivente costituita da una elettrocalamita che, percorsa dalla corrente, attraeva la leva del trasmettitore in modo che questa spingesse la zona a contatto di una rotella inchiostrata. Lo scorrimento della zona, che veniva svolta da un apposito aspo, era prodotto da un motore a orologeria che andava periodicamente caricato, e che poteva venire messo in marcia o arrestato a volontà; un secondo aspo completava la dotazione per consentire di avvolgere ordinatamente la zona su cui la macchina aveva scritto il messaggio (nel caso in esame sembra che ci sia un terzo aspo, forse sostitutivo)

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