chimografo elettrico

XX secolo prima metà

Nel registro dell'Istituto di Fisica, lo strumento è inventariato come "Kymografo a motore elettrico"; esso si trova poggiato direttamente sul pavimento, al di fuori di qualunque teca, e probabilmente, è proprio la sua precaria posizione che ha portato le sue condizioni di conservazione a livello mediocre; esso, infatti, interamente in metallo, si presenta molto arruginito. Dal greco chyma, onda, lo strumento è essenzialmente utilizzato per registrare l'oscillazione di qualcosa, solitamente applicato in campo medico per monitorare alcuni processi fisiologici o muscolari (la pressione arteriosa, la contrazione muscolare, la fonazione, la respirazione ed altre). L'apparecchio è sostanzialmente formato da un tamburo rotante, avvolto da un foglio di carta da registrazione (qui assente), sul quale un pennino (assente anch'esso) si muove avanti ed indietro, perpendicolarmente al moto del cilindro, registrando i cambiamenti percepiti del fenomeno oggetto di studio. Il pennino è montato su di un'asta scrivente e generalmente il tamburo ruota ad una velocità costante e voluta, grazie ad un meccanismo ad orologeria, qui alimentato con corrente elettrica, montato sulla base. Non è presente il marchio di fabbrica

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