PILASTRINO, frammento - ambito nordadriatico (secc. IX/X)

PILASTRINO post 800 - ante 999

il frammento è conservato su due lati; quello anteriore presenta una cornice costituita da una fila di perline racchiuse tra due listelli. All'interno una croce ad estremità patenti; solcata lungo i bordi e con bottone all'incrocio dei bracci, poggia su un tralcio trivimine che si apre in un motivo composto da quattro caulicoli formanti altrettante volute concentriche. Ai lati della croce spuntano due riccioli. Sull'altro lato un listello arrotondato racchiude un tralcio bisulcato con terminazioni gigliate. Su un lato è visibile una scanalatura.

  • FONTE DEI DATI Regione Veneto
  • OGGETTO PILASTRINO
  • MATERIA E TECNICA marmo scolpito
  • AMBITO CULTURALE Ambito Nordadriatico
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE sezione medioevale e moderna
  • LOCALIZZAZIONE Museo Provinciale di Torcello
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE la rappresentazione di una crocetta patente alla sommità di un pilastrino è frequente in vaste aree. Può essere in particolare accostato ad un esemplare del IX secolo del Museo Nazionale di Aquileia, in cui però la croce poggia su un nastro a tre vimini. Il tralcio sull'altro lato si trova assai simile su un'arcata di ciborio della basilica di Sant'Eufemia di Grado, datato alla prima metà del IX secolo. Una crocetta alla sommità di uno stipite la troviamo anche in un frammento nella basilica torcellana e su un pilastrino a San Marco. In realtà la cattiva conservazione del pezzo non consente un'approfondita analisi della sua qualità formale. Sia la Rossi che la Andreescu datano la scultura al secolo IX; la prima la ricollega alla recinzione della cappellina delle reliquie della cripta della basilica di Torcello. La Andreescu, invece, pur rilevando delle analogie stilistiche con il frammento sopravvissuto in situ e con gli altri murati nel cosiddetto "lavabo" dell'ex-sacrestia (che riconduce tutti a tale recinto), ne rileva l'estraneità per le differenze dimensionali. In effetti il frammento esposto nel museo è più piccolo. In ogni caso, se il pezzo è effettivamente accostabile a quelli che costituivano la recinzione nella cripta, una datazione al IX secolo appare impropria in quanto i reperti murati nel "lavabo", i meglio conservati, sono riconducibili al secolo successivo se non ai primissimi anni dell'XI, in seguito, cioè, alla ricostruzione della basilica del 1008.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente locale
  • NUMERO D'INVENTARIO I.G. 1447
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S235
  • ENTE SCHEDATORE UNIVE_TOR
  • DATA DI COMPILAZIONE 2002
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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