Edilizia pubblica del ventennio fascista a Bari

a cura di Sara Rutigliano, pubblicato il 8/08/2021

“Per il linguaggio declamatorio usato negli edifici pubblici della città pugliese, i riferimenti progettuali non sono né la «mediterraneità», né la «classicità» in quell'accezione data dai razionalisti i quali si erano ispirati proprio ai bianchi paesi del Sud Italia, ma si evoca il romanico imponente dei castelli e delle chiese, si usa la pietra locale declinata col significato di possente e monumentale.”

Angela Colonna in Alcuni edifici pubblici a bari nel ventennio fascista, 1997.

Ramona Minnucci, Caserma Bergia - Bari, 2019, fotografia digitale, 334532_F1 Catalogo generale dei Beni Culturali
Ramona Minnucci, Caserma Bergia - Bari, 2019, fotografia digitale, 334532_F1

Oltre l’architettura privata dei primi anni del '900 anche l’edilizia del ventennio fascista ha lasciato l’impronta al volto della città nuova. Araldo di Crollalanza, ministro dei lavori pubblici durante il Fascismo voleva elevare Bari a terza capitale del Sud con Napoli e Palermo ed esaltarne il ruolo di ponte verso l’Oriente.

Sul Lungomare Nazario Sauro partendo da piazza Diaz si susseguono edifici possenti e monumentali, espressione dell’arte di Stato degli anni ’30-‘40.  

L'Albergo delle Nazioni con l'annesso complesso residenziale INA, progettato dall'architetto Alberto Calza Bini nel 1932, il Palazzo della Provincia, progettato nel 1932-1935 dall'Ing. Luigi Baffa, che oggi è sede della Città Metropolitana e ospita la Pinacoteca metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”, il palazzo del Provveditorato alle Opere Pubbliche del 1934, oggi sede della Regione,  il palazzo dell'Aeronautica Militare del 1935, sede del comando della terza regione aerea, e infine la Caserma dei Carabinieri "Chiaffredo Bergia del 1932-1936.

 

Entrando nel cuore della città nuova in Piazza Cesare Battisti incontriamo l’ex - Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni realizzato tra il 1931 e il 1934 su progetto dell'architetto romano Roberto Narducci, oggi centro polifunzionale e sala studio dell’Università degli Studi di Bari.

Proseguendo verso il lungomare Vittorio Veneto vediamo la Casa del Mutilato progettata nel 1925 dall'Architetto Pietro Favia, rimaneggiata completamente nel 1935 e terminato nel '40, il Palazzo delle Finanze del 1931, e infine il Liceo classico statale Quinto Orazio Fiacco realizzato tra il 1932 e il 1933 su progetto di Concezio Petrucci. 

Bibliografia

Colonna, Angela, Architetture a Bari nel ventennio fascista, Lecce, 1997 , p. 111 p
fotografie di Francesco Mezzina

Colonna A.; Lastilla M.; Velati, V., Edifici pubblici del '900 a Bari: interni ed esterni, Bari, 2001 , p.
REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALLA P.I. E CULTURA C.R.S.E.C. BA/11

Bibliografia in rete

Puglia Digital Library, 06/08/2021 (LINK)