Noto - Chiesa di Sant'Agata

a cura di Margherita Recupero, pubblicato il 30/06/2021

La Chiesa ex conventuale di Sant'Agata si trova nella parte alta della città, nella zona denominata "Pianazzo", lungo la Via Trigona.
Si presenta come un edificio lineare e compatto, caratterizzato da una facciata preceduta da scalinata, secondo un impianto scenografico tipico degli edifici religiosi netini.


dal Catalogo

La Chiesa di Sant'Agata, annessa all'omonimo ex Monastero, è un esempio di architettura religiosa tardo barocca netina. L'edificio si presenta come un volume parallelepipedo lineare e compatto, preceduto da una scalinata trapezoidale a due rampe, che conferisce un effetto scenografico alla struttura architettonica.

La facciata è distribuita su due ordini separati da un fregio ed è conclusa da una balaustra. Nella parte centrale, vi sono due ordini sovrapposti di colonne addossate con capitelli ionici; nelle parti laterali, due ordini di paraste.
Il portale al centro della facciata è coronato da un timpano e non presenta la ricchezza decorativa tipica dei portali barocchi. L'intero prospetto si caratterizza, infatti, per la sobrietà e l'eleganza del disegno, che richiama il Neoclassicismo.
Le nicchie e il finestrone tamponato che si trova al centro dell'ordine superiore, circondati da cornici riccamente decorate con motivi floreali, fogliati e a rocaille, imitano delle aperture e creano un effetto di alleggerimento della compattezza muraria dell'edificio.

All'interno l'edificio presenta una navata unica rettangolare, conclusa da un'abside semicircolare e preceduta da un vestibolo, sopra il quale si trova una cantoria coperta da "gelosie" (ringhiere bombate in ferro battuto, tipiche dell'architettura locale).
L'ambiente è riccamente decorato con stucchi dorati, affreschi e altari barocchi in marmo policromo. L'altre maggiore è uno splendido esempio di altare barocco, dalle linee concave e convesse, arricchito di statue in marmo e sormontato da un ciborio a forma di tempietto.

Dalle fonti bibliografiche e dai documenti d'archivio riportati nella scheda di catalogo compilata nel 1990 dal Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione della Regione Sicilia, scopriamo che il committente e il procuratore generale del Monastero e dell'annessa Chiesa fu Bernardo Maria Trigona, Marchese di Cannicarao, e che la Chiesa venne fatta ricostruire alla metà del Settecento, su progetto di Rosario Gagliardi, sull'edificio preesistente, danneggiato dal terremoto del 1727. Si ipotizza, quindi, che Gagliardi abbia iniziato a lavorare alla costruzione del nuovo edificio a partire dal 1740 e fino al 1760, ideando anche il progetto per l'annesso Monastero.
Successivamente, la direzione dei lavori e il loro compimento, nonché la progettazione dell'impianto decorativo interno ed esterno, furono affidati a Bernardo Labisi, figlio del più celebre Francesco Paolo Labisi, che lavorò alla fabbrica dal 1775 al 1780.
La scalinata trapezioidale a due rampe venne costruita in un secondo momento, nel 1859, probabilmente su disegno dell'ingegnere Luigi Cassone.

Dalla documentazione fotografica allegata alla scheda di catalogo, è possibile notare il cattivo stato di conservazione dell'edificio dopo il sisma del dicembre 1990. La Chiesa appare transennata e inaccessibile; sulla facciata sono evidenti le forme di deterioramento dell'intonaco e la crescita di vegetazione. All'interno, l'affresco che campeggia sulla volta della navata, mostra un avanzato grado di alterazione con distacco del colore e macchie di umidità. 
Oggi la Chiesa è resa di nuovo accessibile, tuttavia non è aperta al culto. Viene utilizzata come spazio pubblico per l'organizzazione di eventi promossi dal Comune.

Bibliografia in rete

Chiesa di Sant'Agata, Noto, 20/05/2021 (LINK)