Circolo Canottieri "La Pescara" 1924

Pescara, anni '50 - 1959

L’edificio, oggi in stato di abbandono, rimanda con immediatezza e purezza di forme al tema della nave-imbarcazione quale citazione erudita per una sede di un Circolo Canottieri. Originariamente, l’edificio era costituito da tre livelli. Il piano terra, corrispondente al livello della golena, era caratterizzato dalla presenza di pilotis liberi che sostenevano il piano superiore corrispondente all’attuale livello di via Spalti del Re; l’area, già all’epoca, risultava sopraelevata rispetto alla golena fluviale. Questo piano è stato pensato per ospitare sul lato a monte la segreteria e i servizi e sul lato a valle un’ampia sala ad uso rimessa imbarcazioni e palestra, quest’ultima collegata al lungofiume con una rampa centrata sul lato corto, che permetteva di trasportare le imbarcazioni direttamente sulle sponde del fiume. Oltre questo livello, due terrazze-ponti, di cui quella conclusiva concepita come una sorta di ponte di comando con torretta terminale. Lo schema planimetrico è allungato ed accenna ad un interessante dialogo tra forme rettilinee e curve, mentre nei prospetti è riscontrabile il lessico razionalista, tra i quali la prevalenza della dominante orizzontale, il rivestimento in clinker, la presenza delle finestre circolari e delle balaustre metalliche fascianti. Negli anni’70 vengono apportate alcune modifiche, come la chiusura del piano pilotis e la costruzione di una tettoia in lamiera sul lato nord dell’edificio con l’intento di ricavare un altro ambiente di servizio. Anche il clinker è stato probabilmente aggiunto durante questa fase di lavori con la finalità di minimizzare la necessità di opere di manutenzione ordinaria degli intonaci. La negazione totale dell’immagine che l’architetto voleva evocare è stata raggiunta con la chiusura delle terrazze realizzata con una brutta struttura in alluminio anodizzato per ricavarne un ristorante con copertura in lamiera grecata. Sul lato verso il fiume sorge una baracca in ferro e vetro con tetto in lamiera ad uso di bar a servizio della piscina, ora interrata dopo l’alluvione del Pescara del 1992. La struttura portante dell’edificio è in cemento armato e poggia su una fondazione su plinti isolati. La tamponatura è in mattoni pieni ad una o due teste con superficie interna intonacata ed esterna rivestita con rivestimento in clinker. I solai sono in latero cemento con travetti e pignatte. I solai di copertura presentano un cordolo in cls e un rivestimento in guaina impermeabilizzata. Le aperture sono ad unica o doppia anta o ad oblò con infissi in ferro. Il disegno delle ringhiere delle terrazze è lineare. Le pavimentazioni sono in linoleum

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