Torre costiera di Acquafredda

Maratea, 1590/00/00 -

La forma dell'imponente monumento è tronco-piramidale a base rettangolare e pur presentando la tipologia ricorrente delle torri di tale tipo, se ne discosta per il diverso schema distributivo interno più complesso e suggerito dall'esigenza di realizzare un vero e proprio presidio di difesa in grado di resistere per lungo tempo a possibili assalti, data la sua ubicazione avanzata e la conseguente maggiore esposizione a pericoli. A ciò sono dovute le notevoli dimensioni (mt.11xmt.15xh.11,60), il consistente spessore delle murature esterne (4.50m), le cinque caditoie (contro le tre delle torri di avvistamento) e lo schema distributivo interno costituito da tre ambienti al piano inferiore (alloggio delle guardie, deposito e cisterna) mentre il piano superiore, ad unico ambiente destinato all'armamento e alla difesa, è posta, sul lato mare, l'apertura centrale orientata in modo da consentire una visuale d'ampio raggio. Gli ambienti sopra descritti erano coperti da volte a botte orientate ortogonalmente tra loro al fine di ripartire simmetricamente i carichi sui quattro muri perimetrali. Oggi la torre si presenta allo stato di rudere ed in parte ricoperta di una fitta vegetazione che si sviluppa addirittura al suo interno. Sul fronte lato mare, conservato per l'intera sua altezza, è ancora presente una caditoia d'angolo mentre si notano le sole tracce sulle murature delle altre quattro. Dei tre ambienti voltati, il primo, prospiciente il mare, si conserva la volta a botte mentre l'ampia finestra è ora a contorni irregolari per lo scalzamento delle murature. Sul lato adiacente, ben conservato, è ubicato un forno di caratteristica fattura e, frontalmente, un profondo vano-camino. Del settore intermedio, quasi completamente crollato, si conserva solo l'attacco della volta a botte. Nell'ultimo, al lato monte, si evidenziano tracce di accesso ad un vano sottostante coperto a mezza volta orientata mare-monte. Al livello del basamento tronco-piramidale della torre si accede mediante una scala che parte da un corpo rudere antistante m.1.60, costruito in epoca successiva in sostituzione vecchio ponte elevatoio. (Relazione storico-artistica allegata al Decreto di vincolo)

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