apostoli
decorazione plastica
1457 - 1478
Piede ottagonale con lati inflessi, recante negli otto spicchi, delimitati da motivo a cordoncino, altrettante figure di Apostoli (identificabili S. Giovanni Evangelista, S. Pietro, S. Paolo) con alle spalle piccoli paesaggio (profili di colline e città turrite) il tutto eseguito a niello du fondo dorato inciso con tratteggio obliquo a griglia fitta
- OGGETTO decorazione plastica
-
MATERIA E TECNICA
argento/ sbalzo/ doratura/ cesellatura/ incisione/ filigrana/ niellatura
SMALTO
-
MISURE
Diametro: 12.5
Altezza: 30.2
Larghezza: 19
- AMBITO CULTURALE Ambito Lombardo
- LOCALIZZAZIONE Alessandria (AL)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il calice pervenne alla Cattedrale alessandrina per legato del vescovo Marco De Capitaneis (1457 - 1478). La prima menzione documentaria del "Calix unus Magnus (...) habitus pro legato Dni Episcopi Marci" si ha nell'aggiunta del 12 ottobre 1486 all'Inventario delle suppellettili della sacrestia della Cattedrale del 20 dicembre 1478. Una descrizione più dettagliata è nell'Inventario del 1510: "calicem unum argenti magnum deauratum cum patina argenti deaurata cum insigneis condam reverendissimi domini episcopi Marci et insigneis communitatis in pomo et in cupa et in pede dicti calicis cum insigneis et inmaginibus anielatis duodecem apostolorum et est ponderis untiarum quragintanovem". Nell'Inventario del 1655 s'identificano erroneamente le armi con quelle del vescovo Gian Antonio di San Giorgio, successore del De Capitaneis. Il calice "d'argento alto, e grande di fattura gotica per Giovedì Santo" è registrato infine nei successivi inventari del 1816, 1828 e 1840 tra la spettanza della Compagnia del Santissimo Sacramento. All'Inventario del 1478, aggiunta del 1489, fa riferimento G. A. Chenna, 1785, estrapolando e riportando le voci relative al legato del vescovo De Capitaneis alla Cattedrale: altre al "calix magnus", "un breviario, un Rationale divinorum officiorum, un salterio, e due Libri delle vite de' padri, e delle leggende de'santi; due mitre, due anelli, ed un pastorale laboratum argento, tre tapeti di ricamo d'argento, un vaso d'argento, che dicesi bronzino, ed un pastorale simile", inoltre due tonacelle un piviale e una pianeta "cotonini albi cum armis emi d. Marchi episcopi" (tutto disperso). Bibliografia specifica, G. A. CHENNA, Del Vescovato de' vescovi e delle chiese della città e diocesi d'Alessandria, I, 1785, pp. 257 - 258; Rivista di Storia dell'Arte e di Archeologia, 1898, V. XXII, p. 166; G. AMATO, La Cattedrale di Alessandria: storia e descrizioni, 1985, p. 54: G. FERROVINO, L. ORSINI, 1987, tav. V; SPANTIGATI C., La Cattedrale di Alessandria, 1988, p. 107 e 133, nota 26, tav. XIV A; C. CARAMELLINO, 1989 in Bollettino della Società Piemontese Archeologia e Belle Arti, v. XLIII, pp. 383 - 388, tavv. 111 e 1,3. Bibliografia di confronto: Arona Sacra. L'epoca dei Borromeo, 1977, pp. 153 - 154; O. ZASTROW, 1984
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100056065-2
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
- ENTE SCHEDATORE Regione Piemonte
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0