La Caduta dei Giganti (rilievo) di Marcellini Carlo (XVII)

rilievo

Rilievo rettangolare, in terracotta, raffigurante il mito della caduta dei Giganti. Le figure, plasticamente possenti ed eseguite quasi a tutto tondo nella parte inferiore della composizione, tendono ad appiattirsi nella zona superiore, in cui appare Zeus seguito dalla simbolica aquila. In basso corpi muscolosi e contorti, tra le rocce, caduti dall’Olimpo. Essendo nel mito i giganti figli della dea Terra, Gea, sono anche qui rappresentati come uomini selvaggi, vestiti di pelli irsute o di indumenti primitivi

  • OGGETTO rilievo
  • ATTRIBUZIONI Marcellini Carlo (1644 Ca./ 1713): scultore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
  • LOCALIZZAZIONE Opificio delle Pietre Dure
  • INDIRIZZO Via degli Alfani, 78, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’opera che figura anche nell’Inventario del 1789 (n. 239), fu eseguita dal fiorentino Carlo Marcellini, allievo della Accademia Granducale di Roma, ed inviata a Firenze nell’ottobre 1764 per partecipare ad una esposizione nel Chiostro della Santissima Annunziata. Al Lankheit , che ha identificato la terracotta e il suo pendant con “La Strage delle Niobidi” di G. B. Foggini, si deve la pubblicazione dei carteggi relativi all’invio e alla mostra delle opere dei due giovani artisti. Scrive infatti Apollonio Bassetti, segretario di Cosimo III “...l’opera del Marcellini ha dato nell’occhio fortissimamente per lo spirito e la franchezza che ci si riconosce, ma le manca qualche cosa nella correzione...Dice però il padrone che non si lasci di stimolare il Marcellini a praticarsi nel marmo, e che si riveda in ogni maniera più dolce e più propria di eccitarlo a mostrare ance nel sasso il suo forte, come lo fa apparire nella creta e nella cera …” (A.S.F., G.M., filza 3941, Lankheit doc. n. 95). Già in precedenza il Granduca si era mostrato bendisposto verso il Marcellini, facendolo inviare, fin dal 1671, presso la bottega di Ercole Ferrara, a Roma, dove il giovane si era subito fatto notare conquistando nel 1672 il primo premio al concorso dell’Accademia di San Luca con un rilievo in terracotta “Il mito di Ducalione e Pirra”. La benevolenza granducale, purtroppo per il Marcellini, era in seguito destinata a venir meno a causa del “naturale alquanto stravagante “ dell’artista
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900196845
  • NUMERO D'INVENTARIO 1024
  • DATA DI COMPILAZIONE 1986
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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