L'incendio di Roma. Nerone suona la lira durante l'incendio di Roma

dipinto, 1900 - 1907

A sinistra sul fondo divampa un incendio che distrugge una parte della città di Roma, le fiamme serpeggianti si elevano fino al cielo, divenuto nero per il fumo denso. A poca distanza dall’incendio, sulla destra, nel cielo azzurro si intravede la luna. Da lontano sull’acquedotto un gruppo di persona suona, in mezzo a loro compare la figura di Nerone con l’arpa in mano. Dall’acquedotto attraverso una scala si giunge su una strada munita di ringhiera dove è raccolta una folla di persone. Da questa strada attraverso una scala di marmo si accede allo spiazzale in primo piano dove si svolge la scena principale, in mezzo domina una possente colonna al di sopra della quale compare la lupa con i due lattanti, simbolo di Roma. La composizione in primo piano è costituita dalla presenza di innumerevoli persone che tentano di salvarsi tanto dall’incendio quanto dagli animali. Sulla destra una tigre aggredisce un uomo, in difesa del quale accorre un soldato; più in là una madre tenta di rialzare il proprio bambino caduto per lo spavento alla vista della tigre; nelle vicinanze della colonna un gruppo di littori difende delle persone dalla aggressione di un leone che si avventa su di loro; un elefante infuriato solleva con la proboscide un uomo; una donna è trattenuta da due persone poco affidabili; un uomo impaurito scappa su un cavallo trattenuto da un altro uomo; mentre un altro nella concitazione è caduto a terra. Sulla strada diversi oggetti orcioli, botti, panni giacciono abbandonati

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • MISURE Altezza: 150 cm
    Larghezza: 233 cm
  • ATTRIBUZIONI Cefaly Andrea (1827/ 1907)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE MARCA - Museo delle Arti Catanzaro
  • LOCALIZZAZIONE Contenitore fisico
  • INDIRIZZO Via Alessandro Turco, Catanzaro (CZ)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’opera presa in esame è l’ultimo lavoro a cui si è dedicato il Cefaly prima di morire, l'artista era intenzionato ad inviarlo a Berlino; il quadro di grandi dimensioni è rimasto incompiuto sopraggiungendo la sua morte. Il tema storico è stato affrontato diverse volte dall’artista. Il soggetto è stato ispirato dal Quo Vadis, romanzo storico dello scrittore polacco Henry Sienkiewicz (1846-1916), pubblicato prima a puntate nel 1894 sulla Gazzetta Polacca e poi raccolto in un unico volume nel 1896, diventando una delle opere narrative più popolari dell’Ottocento. Il quadro si contraddistingue per l’impostazione dinamica della composizione nella quale figurano una moltitudine di figure e gruppi distribuiti con maestria intorno ad una colonna, come nel Bruto, che funge da centro della rappresentazione. L’abilità sin da piccolo di disegnare gli animali nelle loro diverse movenze emerge nel dipinto nella rappresentazione del leone, della tigre e dell’elefante che secondo il Vivaldi rendono “vivo” l’Incendio di Roma, così come la raffigurazione dei vari sentimenti dell’uomo come l’orrore della morte, lo spavento che si leggono negli occhi e sui volti dei personaggi presenti nell’opera. La complessità narrativa e la teatralità di insieme, resi mediante una definizione delle forme, il dosaggio dello spazio e l’impianto compositivo ben studiato servono per coinvolgere lo spettatore. Il fuoco dell’incendio che si sviluppa sul fondo a sinistra determina obliquamente un effetto di luce che illumina persone e cose. I colori caldi delle fiamme del fuoco contrastano con la luce fredda della luna che compare fra le nuvole del cielo azzurro
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1800007835
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Catanzaro e Crotone
  • DATA DI COMPILAZIONE 1977
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2022
  • ISCRIZIONI in basso, a destra - A Cefaly - Andrea Cefaly - corsivo - a pennello - italiano
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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