Santa Caterina d'Alessandria

statua
Giovan Battista Mazzolo (attribuito)
prima metà XVI secolo

La statua in marmo bianco di Carrara lumeggiato in oro, raffigura Santa Caterina d'Alessandria. Attribuita a Giovan Battista Mazzolo, fu realizzata intorno al 1520

  • OGGETTO statua
  • ATTRIBUZIONI Giovan Battista Mazzolo (attribuito)
  • LOCALIZZAZIONE museo pubblico
  • INDIRIZZO Viale della Libertà, 465, Messina (ME)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Giovan Battista Mazzolo, Carrarese di nascita, è documentato a Messina dal 1512 al 1550. Vicino al Freri all’inizio della sua carriera nella città come socio nell’attività lavorativa, è interprete di una lungo impegno professionale che lo vede protagonista in molteplici manufatti marmorei realizzati in Sicilia e Calabria per committenze private e incarchi pubblici. Tra le opere di arte sacra è attribuita all’artista la statua di Santa Caterina d’Alessandria. La scultura, giunta al Museo Civico Peloritano di Messina nel 1889, proviene dalla chiesa del monastero delle Benedettine, intitolata a Sant’Antonio da Padova, sita in Santa Lucia del Mela. In precedenza era però ubicata nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria nella medesima località. L’iconografia della santa con il libro delle sacre scritture mentre poggia dolcemente la sua mano sulla ruota dentata accostata al suo fianco, era stata già utilizzata da Benedetto da Maiano. Il Mazzolo, formatosi in ambiente toscano ancora legato a moduli del tardo Quattrocento, subisce nella città messinese il fascino del classicismo gaginesco e si apre al nuovo linguaggio della maniera. La Santa Caterina risente del gusto tardogotico toscano nella definizione delle mani dalle dita lunghe e affusolate e nella composizione del panneggiamento, reso realisticamente che fa intuire anche la consistenza e qualità pregiata della stoffa. La veste mostra una naturalezza nella plissettatura che modella il corpo evidenziandone la femminilità, come pure il drappeggio del manto sviluppa sul davanti una movimentazione morbida, in armonia con il vestito sottostante. Viceversa sul retro le pieghe sono più larghe con un' impostazione rigida e rettilinea, creando una conformazione a mandorla. L’artista forte di un’esperienza maturata a Firenze, segue le orme dell’arte di adattare il panneggio graziosamente e ben proporzionato alla figura. L'uso di esaminare il complesso di pieghettatura degli abiti dal vero prima di tradurlo in scultura o pittura fu prerogativa, già nel corso del sec. XV, di scultori e pittori che attinsero dalla realtà le loro ispirazioni. Partendo soprattutto da uno studio attento, quasi scientifico dell'anatomia, della prospettiva, delle stoffe in cui le pieghe sono rese con minuziosa autenticità. La figura di Caterina presenta una varietà di significati simbolici, quale il motivo del fiore di cardo dipinto sul manto che simboleggia le tribolazioni della vita. Proprio per i suo fusto spinoso è associato alla Passione di Cristo, per cui la santa ne condivide con il suo martirio il dolore e la sofferenza, ma al contempo la forza la perseveranza e la redenzione. Inoltre la forma della mandorla assunta dal retro del suo manto segna una tangibile inclusione entro la sfera della spiritualità, ove essa stessa si rigenera a nuova vita grazie al suo sacrificio che la premia con la santità. Lei è la sposa del Salvatore, la prescelta per la sua devozione e fedeltà, degna di ricevere l’anello che sanziona la sua promessa e assurge a figura dell’unione sponsale tra Cristo e la Chiesa. Inoltre il libro che tiene in mano indica come la superiorità della sapienza divina possa eccellere sul sapere della scienza umana. Questo è il senso della vittoria dialettica di Caterina che difende con successo la teologia e il diritto canonico contro i dottori delle scienze del trivio (grammatica, dialettica, retorica) e del quadrivio (aritmetica, musica, geometria, astrologia). La santa anche se non è annoverata tra i Dottori della Chiesa è considerata una megalomartire ed è riconosciuta patrona dell’Università di Parigi. Per la sua sapienza è protettrice degli studi e di alcune categorie sociali dedite all’insegnamento, quali docenti e Ordini religiosi come i Domenicani e gli Agostiniani. Per la ruota spezzata, strumento del suo martirio, è la protettrice di numerose categorie di arti e mestieri che utilizzano tale attrezzo come ad esempio i ceramisti
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900382935
  • DATA DI COMPILAZIONE 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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